Il Roma su Mertens: "L'errore ha spiazzato lui e tutti i tifosi in giro per il mondo: vale la pena far tornare Milik e Pavoletti?"

Rassegna Stampa fonte : Il Roma

Due volte doppia cifra, come se fosse un traguardo. In realtà lo è davvero perché Dries Mertens, l’ex esterno che, in silenzio, senza far polemiche, ha accettato per tre anni di essere eterna alternativa ad Insigne, oggi è un centravanti completo, vero, autentico, perfino simile nei tratti distintivi della punta che segna e quando sbaglia ha bisogno di una scossa per dimenticare tutto. È accaduto anche al Castellani, ieri pomeriggio, poco prima del gol numero venti in campionato. Il rigore fallito, calciato centralmente, facile da intercettare per Skorupski, aveva cambiato l’umore della sua domenica. Era certo di segnare, il belga, esattamente come domenica scorsa, contro il Crotone, sotto la Curva B. L’errore lo ha spiazzato e con lui tutti i tifosi presenti sugli spalti o incollati alla tv in qualsiasi altra parte del mondo. Serviva un dettaglio per lasciarsi tutto alle spalle, un guizzo, anche banale, per cancellare quell’errore e ripartire, più forte di prima. È arrivato su calcio di punizione ed è stato anche più bello del previsto. Mertens ha trafitto il portiere dell’Empoli - pallone potente all'incrocio dei pali - ed ha esultato due volte: per il gol della (illusoria) vittoria in cassaforte e per il riscatto del penalty fallito. I numeri hanno fatto il resto: Mertens è già a quota venticinque reti stagonali, record su record macinati nella stagione della definitiva esplosione. Il belga è il capocannoniere azzurro, l’erede di Higuain nel cuore dei tifosi e nelle tabelle d’ogni analisi di questo campionato imprevedibile ed ancora vivo, aperto a qualsiasi risultato. Mertens s’è confermato cecchino infallibile ed alle qualità innate (e note) ha affiancato, quest’anno, una continuità fuori dal comune. Dopo aver segnato appena due gol in otto gare da falso nove, infatti, l’ex Psv non s’è più fermato e s’è saziato di doppiette, triplette, anche poker per non farsi mancar nulla. Ha segnato ovunque, contro qualsiasi avversario, in ogni modo, senza distinzioni, apprezzando gol splendidi, dicasi capolavori, ma anche quelli “sporchi”, da centravanti classico che segue la palla e prova a raggiungerla, anteponendo l’efficacia all’estetica. L’intuizione è nata in estate ed è lo stesso Maurizio Sarri ad ammetterlo a fine gara: «Magari la sua esplosione sarà anche stata casuale ma centravanti era stato provato già a Dimaro perché è un ruolo che può fare». Lo ha dimostrato a suon di gol, Mertens, catapultandosi con euforia e coraggio in questa nuova realtà (tattica) dalla quale ora sarà difficile sfuggire: Milik è pronto al rientro e Pavoletti scalpita, ma val davvero la pena tornare all’antico con un Mertens così in forma? Ogni dubbio sarà sciolto dal futuro, dal tempo che scorre e prima o poi darà risposte. Intanto Mertens torna a casa con altre (ed alte) consapevolezze e già prenota l'ennesima rete che non farà più notizia.

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    Genoa

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