Il Roma: "Il passaggio del turno d'Europa League avrebbe complicato la corsa scudetto. Hasenhuttl ha ripreso colore al fischio finale"

Rassegna Stampa fonte : di Salvatore Caiazza per Il Roma

Se qualcuno pensava che il Napoli di Coppa non rendesse come quello di campionato si è dovuto ricredere. È mancato davvero poco alla squadra azzurra per ribaltare la sconfitta per 3-1 del San Paolo nel ritorno dei sedicesimi di finale di Europa League in casa del Lipsia. Una grande prestazione e il 2-0 non sono bastati per poter andare agli ottavi. Ma pur uscendo da questa competizione, Sarri ha avuto delle ottime risposte che possono fortificare ancora di più il cammino che si sta avendo in campionato. Il tecnico toscano era stato messo (giustamente) in croce per la figuraccia dell’andata a Fuorigrotta. Alla vigilia del match di iersera si era preso il 70% delle colpe di quel fallimento. Ma aveva promesso che i suoi ragazzi avrebbero reagito alla grande. E lo hanno fatto. Certo, diventa difficile esaltarsi dopo una eliminazione, ma di certo la reazione che tutti si aspettavano c’è stata. Bastava non prendere quel terzo gol otto giorni fa a tempo scaduto e tutto poteva cambiare. Purtroppo quel Napoli non aveva avuto la stessa convinzione del Red Bull Arena e quindi si è uscito per una rete di scarto. Per come sono andate le cose il passaggio del turno sarebbe stato meritato. Ma molto probabilmente avrebbe complicato non poco la corsa allo scudetto. Visto e considerato che il calendario dell’Europa League andava ad inficiare non poco le sfide importanti della serie A. Una cosa è certa: il Napoli è vivo e vegeto. Ha messo alle corde dal primo all’ultimo minuto la rivelazione della Bundesliga che fa del gioco la sua qualità maggiore. Nessuno di quelli che al San Paolo aveva fatto il fenomeno è riuscito ad impensierire gli azzurri. Non ha stradominato la formazione partenopea ma ha mostrato tutto il potere del pressing e del possesso palla. Il gol di Zielinski è stato il colpo finale di un’azione di gioco tipicamente sarriana. Tocchi di prima, triangolazione con Insigne che si trova da solo davanti al portiere. E che dire del raddoppio. Callejon aveva fatto le prove inizialmente con Lorenzinho. Ma Upamecano aveva salvato in angolo. A cinque minuti dal termine lo spagnolo ha ricambiato un assist che di solito riceve lui. Il suo cross è stato sfruttato al massimo dal Magnifico che ha anticipato Laimer e ha beffato Gulacsi. A quel punto i tedeschi si sono spaventati ed è mancato poco che Tonelli a tempo scaduto non gli facesse lo scherzetto così come alla Sampdoria nello scorso torneo. Al triplice fischio finale il tecnico Hasenhuttl neanche ha esultato. Ha ritrovato un po’ di colore dopo che era sbiancato al raddoppio di Insigne. «Peccato per quella sciocchezza nel finale dell’andata, il Lipsia era alla nostra portata. Ma resta il fatto che non abbiamo una rosa adatta per il doppio impegno», Maurizio Sarri è stato chiaro al termine dell’incontro. E come dargli torto in tutti i punti che ha toccato. Partendo dall’ultimo, ci si rende conto che seriamente il gruppo è troppo corto per pensare di vincere il campionato e arrivare fino in fondo all’Europa League. Iesera, per non sfigurare, il toscano ha dovuto rischiare sette titolarissimi. Ed ad un certo punto si pensava di aver perso anche Mario Rui per un problema al piede sinistro. Anche Zielinski, che è il 12esimo uomo del Napoli, è uscito malconcio. Questa Coppa non sarebbe stata una passeggiata. Ma gli azzurri hanno voluto mandare un messaggio a chi li aveva criticati la settimana scorsa e a chi pensa che non hanno la forza per poter arrivare fino in fondo in campionato. C’è un gioco ben preciso che se messo in pratica non dà scampo a nessuno. Adesso, però, non ci sono più distrazioni fino al 20 maggio prossimo. Con un allenamento a settimana non ci sono avversari che tengano. Intanto lunedì si va a Cagliari. Dove non si potrà sbagliare. Ma il Napoli da trasferta fa ben sperare. E pure il Lipsia se ne è accorto.

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