Il Corriere della Sera sulla famiglia Cavani: "Papà e mamma si fanno meglio in casa che su tv e giornali"

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Il Corriere della Sera sulla famiglia Cavani: Papà e mamma si fanno meglio in casa che su tv e giornali

Nel mezzo, per carità, nel mezzo. Dove la saggezza dei latini poneva la virtù (in medio stat ...). Tra la cinica ironia di Woody Allen — «venni rapito, mio padre si mise subito in azione: diede la mia stanza in affitto» — e l'ossessione un pò sguaiata del signor Luis Cavani. Ecco, il ruolo dei padri nel mondo del calcio dovrebbe stare a metà tra il genitore apparso al genio di Allen e il papà del Matador che nei giorni scorsi, dando il cambio alla consorte e mamma, signora Berta in Cavani, ha invaso i media e le agenzie con la propria apprensione per le sorti del figlio. Che, povero figlio appunto, non osa dire che non vuole più stare a libro paga del Napoli, ma in cuor suo vorrebbe tanto passare alla corte del più luccicante e generoso Real Madrid.
I componenti della famiglia Cavani non hanno risparmiato né Sudamerica né Europa per diffondere i sentimenti del loro Edinson. Racconta papà Luis che Edi in casa ripete in continuazione di volere intensamente la Spagna, ma non può dirlo in pubblico, altrimenti a Napoli si arrabbiano tanto. E allora, ci pensa papà. Così come ci pensava il signor «Kakà senior» a gestire le sorti del numero 22 che faceva impazzire i milanisti.
Ricardo dribblava in campo, papà Bosco Izecson Pereira Leite dribblava Galliani e i dirigenti del Real per piazzare al servizio del miglior offerente le magie del figlio. In buona compagnia con i genitori dell'inarrivabile Messi e del gioiello Higuain, costruttori, amministratori e confessori delle holding pallonare costruite sul nome e sui piedi dei propri eredi. 
Genitori attivi, genitori creativi, genitori protettivi come El Shaarawy padre, ombra del baby talento milanista, sempre attento a preservare i vent'anni di Stephan dalle numerosissime tentazioni e deragliamenti che la celebrità e la ricchezza offrono in quantità infinita.
Genitori che non ci sono più e lasciano un vuoto incolmabile come quello in cui è precipitato l'ex «imperatore» Adriano, che ha confessato di non essere più riuscito a riprendersi dalla scomparsa di papà Almir Leite, morto a 45 anni per un malore. 
Genitori indispensabili, soprattutto per ragazzoni cresciuti troppo in fretta a pallone e milioni, ammaliati da un mondo spesso falso. Ma, per favore, genitori che stiano tra le mura di casa. A fare le star bastano i figli che in campo non si tirano indietro di fronte a imprese (sportive e non) e spavalderie e, fuori dal campo, alla tentazione della vita spericolata. Papà e mamma sono francamente di troppo.

Piergiorgio Lucioni - Corriere della Sera

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