Dopo la delusione europea vuole sfondare con Rafa. Intanto va in vacanza con un pupillo di De Laurentiis

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Dopo la delusione europea vuole sfondare con Rafa. Intanto va in vacanza con un pupillo di De Laurentiis

La delusione è tanta, l'amarezza di non aver tenuto testa ad una «furia rossa» indiavolata e, al di là del discutibile rigore concesso nel primo tempo, superiore tecnicamente. Finisce tra le lacrime l'Europeo di Lorenzo Insigne nella finale di Gerusalemme vinta dalla Spagna per 4-2. L'attaccante azzurro, trascinatore e protagonista assoluto della competizione, non ha retto alla rabbia. A fine gara è scoppiato in un pianto di rabbia. Solo l'abbraccio del suo allenatore, Devis Mangia, la consolazione dei compagni, hanno fatto sì che poi lasciasse in campo comunque tra gli applausi dei molti italiani presenti in tribuna.
Il gol dell'altro napoletano, Ciro Immobile, che in avvio era valso il pareggio, e quello di Borini nel finale, sono una magrissima consolazione. L'Under 21 di Devis Mangia ha provato ad uscire dal campo comunque a testa alta, ma il secondo penalty concesso nella ripresa ha definitivamente spezzato ogni sogno. Il titolo va alla migliore sul campo, ma all'Italia dei giovani nessuno toglierà la grande impresa fatta in questa competizione, arrivando in finale con un gioco divertente e apprezzato da tutti gli addetti ai lavori. Lorenzo Insigne protagonista nel bene e anche nel male. Il suo gol contro contro l'Inghilterra era valso l'accesso alle semifinali, l'assist poi contro l'Olanda per il gol di Borini. Trascinatore assoluto, il numero dieci azzurro, aveva dovuto fronteggiare anche una brutta distorsione alla caviglia, rimediata nella seconda partita del girone eliminatorio contro Israele, tenendo duro e recuperando in tempi record pur di giocare semifinale e finale. Il sogno di alzare la coppa si è spezzato a Gerusalemme. In tribuna c'era anche sua moglie Genny, i genitori Carmine e Patrizia ed uno dei suoi due procuratori, Antonio Ottaiano. Italia-Spagna è sembrato il replay dello scorso anno: la finale della nazionale di Prandelli in Ucraina quando gli azzurri furono travolti dalle furie rosse per 4-0. 
E' finita più o meno allo stesso modo, sebbene Immobile prima e Borini poi abbiano accorciato le distanze. Due gol inutili, ovviamente, ma che danno la misura del cammino dell'Under 21 in questi Europei. Testa alta e petto in fuori, Lorenzo Insigne sposa questa filosofia e al termine della gara, dopo la disperazione sfogata con le lacrime, è corso ad abbracciare i compagni. Sentiva la responsabilità di quella maglia numero dieci che, come aveva dichiarato alla vigilia «i compagni mi hanno dato con grande fiducia», voleva fortissimamente alzare quella coppa, riscattare anche la brutta figura che i grandi avevano fatto sempre contro la Spagna l'anno scorso in Ucraina. Ma il tempo della delusione dovrà passare e per l'attaccante del Napoli, che in settimana aveva ricevuto i complimenti via twitter sia del presidente de Laurentiis che di Rafael Benitez sul proprio sito ufficiale, c'è l'aspettativa prossima di una nuova avventura che inizierà nel suo Napoli. Un nuovo corso azzurro dove lui potrebbe finalmente partire come titolare inamovibile nella forzazione del tecnico madrileno e soprattutto l'esperienza in Champions League. Tutto sul Napoli, dunque. Col bagaglio professionale accresciuto da un'esperienza europea importante sotto gli occhi della stampa internazionale. Lui, il folletto napoletano, era stato elogiato anche dalla stampa istraeliana. «Lorenzo il piccolo sarà un giorno grande», titolavano ieri mattina i supplementi sportivi di «Haaretz» e «Yediot Ahronot» «Si tratta di uno dei giocatori di qualità emergenti nella Terra dello stivale. E' veloce come un diavolo, dotato di una tecnica superiore, al punto che diventa quasi inarrestabile. Il futuro di "Lorenzo il piccolo" è molto grande"». 
Ne è consapevole, Insigne, che adesso andrà in vacanza con la sua famiglia. Relax insieme con il compagno Ciro Immobile: entrambi hanno bambini piccoli, non si allontaneranno dal Golfo partenopeo. Ha necessità di staccare la spina per ricaricarsi in vista del ritiro estivo di Dimaro con i suoi compagni del Napoli. A testa alta, così è abituato a comportarsi. Probabilmente taglierà la cresta color oro, un vezzo che si era consentito per gli Europei, e tornerà ai suoi colori di sempre. Dall'azzurro Europa a quello che veste la sua pelle, quello del Napoli.

Monica Scozzafava - Corriere del Mezzogiorno

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