De Laurentiis si sta dando da fare: tre rebus non fanno dormire il patron sul futuro
11:50
E IERI con de Magistris dello stadio. «Rifacciamolo insieme». I rebus sul futuro sono tre. Ricomincia da tre: nuovo tecnico, campagna acquisti e stadio, nell’ordine. Aurelio De Laurentiis si sta dando da fare innanzitutto per risolvere il rebus della panchina, prioritario per rimettere in moto il Napoli. L’incontro con Rafael Benitez c’è stato e promette degli sviluppi molto interessanti, anche se ieri il presidente ha confessato di essere stato a Londra per altri motivi. «Ero lì per questioni di cinema e ho mandato Bigon a parlare con il Manchester City per Cavani: sono dieci mesi che si interessano al nostro attaccante, poi al momento di stringere non ci arrivano mai, mentre io sono capace di dare banco in un secondo. Adesso voglio capire fino a dove intendono spingersi gli inglesi, pure per l’eventuale contropartita di Dzeko...», ha intimato il numero uno azzurro, che sta spingendo sull’acceleratore pure per la scelta del successore di Mazzarri. In pole position c’è l’allenatore spagnolo, da cui è attesa una risposta entro fine settimana. Intanto, però, sguardi interessati all’epilogo del braccio di ferro tra Allegri e il Milan; senza dimenticare che sulla piazza c’è Mancini. «Verrà un tecnico all’altezza delle nostre ambizioni: questo è sicuro. Sta per partire un altro ciclo: ma bisogna risolvere il caso San Paolo».
Lo stadio — De Laurentiis ha deciso di rompere gli indugi e s’è rivolto direttamente al sindaco, guardandolo negli occhi durante il convegno a Città della Scienza. «Rifacciamo il San Paolo, insieme: io sono pronto a investire, anche per costruire daccapo un stadio accogliente, moderno, all’avanguardia, ma ho bisogno dell’appoggio della pubblica amministrazione». Mai il presidente s’era spinto fino a questo punto. E per il Napoli è un bel segnale: significa che la società guarda lontano e punta sempre più in alto con un progetto a lunga scadenza. «Ho l’appoggio del Coni e per ricostruire l’impianto ci metto sei mesi: però ho bisogno di avere certezze, guido un club modello e non posso rischiare l’autogol». De Laurentiis si muoverà soltanto alle sue
condizioni, dunque. «Intorno al nuovo San Paolo sono necessarie una serie di attività che consentano alla società di avere ulteriori introiti e di crescere ancora. Lo stadio del Napoli dev’essere un’attività commerciale a 360 gradi, come capita in tante realtà europee. L’Atletico Madrid ha addirittura un cimitero all’interno dell’impianto, per i tifosi. E l’Arsenal gioca in un’arena-gioiello». Il presente azzurro è invece un pianto. «A Fuorigrotta non abbiamo l’agibilità e nemmeno la licenza Uefa. Rischiamo di giocare la Champions a Palermo. Ed è ovvio che con questa situazione un top club non può convivere ».
La panchina — A ben altre platee è abituato Rafa Benitez, a cui ieri ha fatto un’offerta anche il Paris St Germain. Ma il Napoli è in vantaggio e aspetta nei prossimi giorni la risposta dell’allenatore spagnolo, a cui De Laurentiis ha offerto un contratto biennale. Le parti sono vicine, dopo il pranzo dell’altro ieri a Londra. Prima di arrivare alla firma, però, il presidente dovrà incontrare a Roma l’agente del tecnico: Garcia Manuel Quillon, per sistemare clausole, bonus e virgole. Sempre che, nel frattempo, non si liberi Allegri dal Milan: la prima scelta era lui e resta ancora nel mirino.

