CURIOSITA' - La Confederations Cup? Una questione di sponsor...

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CURIOSITA' - La Confederations Cup? Una questione di sponsor...
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Autore Marco Lombardi Giornalista Professionista · Social Media Manager e Inviato Speciale

S buffa, per la crisi, anche il Cinematografo. Negli ultimi 3 anni persi, svaniti, 18 milioni di spettatori. Gigi Marzullo resiste, ahinoi. Gli affanni sul set causati dal ristagno delle idee, pochi guizzi, a cominciare dagli autori. Il recente David di Donatello, griffato da un Tornatore, bravo sì, ma sempre più un jolly per ogni premio. Apprezzato (menomale) “L’intervallo” di Leonardo Di Costanzo, originario di Ischia, film ambientato nella lacerante Napoli di periferia. Frattanto, sorprende Jovanotti il quale il 2 luglio dovrà accontentarsi dell’Arechi di Salerno: “Volevo il San Paolo perché è il Maracanà del Napoli”. Ma, santiddio, bisogna che qualcuno gli spieghi che il San Paolo è stato più cantiere che stadio. Anzi, lo è tuttora, in attesa del tagliando del 30 giugno. Eppoi, appena domenica, sì è visto il teatro di Italia-Messico: il Maracanà non può più essere sinonimo di super-capienza perché da 200 mila spettatori adesso è un gioiello da 78 mila posti a sedere, tutti al coperto, tipo made in England e poco di Rio de Janeiro. In Italia l’impianto-modello resta lo Juventus Stadium, con le panchine-poltrone a castello, gli spalti senza gabbia e il terreno senza spifferi per garantire che il parrucchino di Mister Conti non metta le ali e s’involi su qualche tifoso spelacchiato. Tornando a Jovanotti (Lorenzo ma non Insigne), si spreme troppo sui testi di canzoni spesso parlate (con millescuse al rap) e poi dimentica di informarsi. Se, putacaso, Jovanotti domenica scorsa avesse bazzicato l’Acquaviva di Lucrino avrebbe scoperto i Bookcrossing, in sostanza la biblioteca da mare. 50 libri da portare anche via, ma con l’impegno di scambiarli poi col vicino d’ombrellone, anch’esso coinvolto. Nella biblioteca non c’è (pare) alcun libro di Barbara D’Urso.Vivaddio: sarebbe assurdo rovinarsi una giornata al mare. Frattanto, sparpagliati nel mondo, gli azzurri aspettano il Benitez Day (venerdì), chi con gli infradito (su qualche sabbia) chi con gli scarpini (su qualche erbetta). Ci mancava solo la Confederations Cup a infoltire sponsor proni al Dio Pallone. Una volta erano soltanto le partite caserecce del Trofeo Berlusconi e del Triangolare Birra Moretti a intralciare i tempi della preparazione. Sì, certo stanotte, alle 24 italiane, c’è la sfida tra gli azzurri di Prandelli e quel Giappone di Zaccheroni, un Paese Guida che sempre più condiziona, ogni giorno, l’apertura di Piazza Affari. Pochi lo sanno: ma spesso il nostro Spread ha il volto del Sol Levante. Poi, nel primo pomeriggio, pensa Wall Street a farci a Stelle & Strisce.

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