Massimo Cellino alla Gazzetta dello Sport.
Aveva altre esigenze?
«Dopo la morte di Morosini non venne spostato il turno perché c’era l’esaurito per Juve- Roma. Dei disagi degli altri, però, non si cura nulla».
Quali?
«Anche la sede dell’ultima gara col Genoa è stata cambiata in extremis. Così la squadra ha viaggiato in pullman per Trieste perché sapevamo di dover giocare alle 15. Ora invece la notturna ci crea problemi e disagi a non finire. Neanche l’albergo ci tiene a dormire...»
C’è il nodo contemporaneità.
«E perché non hanno anticipato alle 15 Inter-Milan? Forse per il veto delle tv? Ce lo dicano, allora, che fanno tutto tra loro. Ma si ricordino che la serie A è a 20 squadre. E le uniche note liete di questo finale vengono dall’orgoglio di Cesena, Novara e Parma».
Perché attacca la Juve?
«Questi cambi potevano essere organizzati per tempo. Ma soprattutto manca il rispetto, sono arroganti. Visto che ci sono, vogliono scegliere anche l’arbitro?».
Ci va pesante...
«Allora aggiungo che per mesi hanno strillato sugli arbitri e alla lunga quest’atteggiamento ha condizionato l’ambiente. Non è bello. E non è finita».
Cioé?
«Qualcuno a Torino ha cominciato anche a parlare di terza stella. Tanto per portarsi avanti. Purtroppo è un anno brutto per il nostro calcio. Siamo partiti male con uno sciopero dei calciatori che poteva essere evitato e tanti problemi insoluti. Purtroppo i mandati in scadenza ai vertici di Coni e Figc fanno il resto. Così il calcio è fragile, in balìa della politica»
Quindi la Juve è avvisata.
«Certo. Mi aspetto una grande prestazione. E sia chiaro: sarebbe lo stesso se giocassimo contro
il Milan».


