Accordo stadio, si resta a Fuorigrotta: entro il 30 giugno c'è da saldare una priorità
21:38
«CARO Luigi». L’appello amichevole “maschera” l’affondo di Aurelio De Laurentiis sullo stadio. Luigi è il sindaco de Magistris e il presidente lo incalza su un tema che non può più aspettare. La società ha rotto definitivamente gli indugi: un impianto di proprietà è necessario per il definitivo salto di qualità a livello di fatturato. La location è individuata: nessun trasloco, si resta a Fuorigrotta e il San Paolo sarà ristrutturato mentre la squadra continuerà
a giocare. Calcio ma non solo. Ristoranti, negozi, il museo della storia azzurra e una clinica dello sport. Il progetto è già pronto: per il momento è nel cassetto di De Laurentiis che si occuperà in prima persona della nuova sfida: «Ho anche le risorse», ha detto per far uscire allo scoperto de Magistris: «Ho scoperto che ci sono i soldi – ha spiegato il sindaco - quindi sono l’uomo più felice del mondo. Il Comune è disposto a partire con una task force: rinnoveremo la convenzione per un periodo lungo, in modo che il Napoli possa ammortizzare gli investimenti». Il futuro, però, è strettamente collegato alla partita che De Laurentiis e de Magistris stanno giocando: entro il 30 giugno scatterà la mannaia dell’Uefa sulla questione della licenza. La società sta completando i lavori, manca ancora il certificato di agibilità che il capo di gabinetto, Attilio Auricchio, non ha firmato. Senza questo documento, il Napoli dovrà abbandonare Fuorigrotta sia in campionato che in Champions. Il sindaco di Caserta ha già chiamato De Laurentiis, ma de Magistris esclude la rottura: «Stiamo provvedendo alla documentazione che è un atto di responsabilità e non va sottovalutata. Lavoriamo per scongiurare questa emergenza». Il Napoli chiede fatti concreti e lo stesso impegno mostrato per altre iniziative collaterali, come Giro e Coppa America.

