Diego Armando Maradona e Luciano Moggi: due dei personaggi più controversi del calcio si sono ritrovati e dal loro dialogo non poteva che nascere qualcosa di interessante, quanto meno. Il faccia a faccia tra l'ex stella dell'Argentina e del Napoli e l'ex direttore degli azzurri e della Juventus è avvenuto a Dubai e a raccontarlo e lui stesso, Luciano Moggi, dalle pagine di Libero che da qualche tempo lo ospita in qualità di opinionista.
UN RE A DUBAI - "A Dubai Diego sta da re - racconta Moggi - Vive in un complesso faraonico, tra piante, fontane e cascate d’acqua, c’è da dribblarle per non cadere, il complesso sta su un’isola artificiale, la Jumeirah Palm. Tutto è grandioso e studiato, anche i particolari. Quando Diego rientra nella sua suite, non c’è il suono sommesso del piano bar ma quello dell’arpa alla quale attende una giovane donna".
LASCIARE UN SEGNO - Diego è a Dubai per un paio di ragioni che tutti sanno: soldi e notorietà, ma non solamente. "Rivela un suo progetto, dedicato ai ragazzi di 14 e 16 anni. «Ecco soprattutto per loro vorrei lasciare un segno». Il calcio degli emirati arabi è appena agli inizi, però gli piace la gente che non lo assilla. Ci tiene a dire “qui sto bene e vorrei restarci”. Credo che sappia che è arrivato a Dubai soprattutto per motivi di immagine..."
NAPOLI, UN RITORNO COMPLESSO - A Napoli nessuno lo ha dimenticato, ma per Maradona c'è più di un problema: "Voglio tornare a Napoli libero da qualunque incombenza e senza che qualcuno mi tolga orologi o orecchini. Debbo risolvere quella questione del fisco, che mi fa rabbia e mi intristisce. Io evasore? Neanche per idea. Ho preso di petto la questione, ed ho fiducia nel mio avvocato. Questa vicenda mi sembra un incubo. Mi hanno tolto 18 anni di amore dei napoletani - ribadisce, gli hanno sottratto anche occasioni di lavoro in Italia, aggiungo io, Diego si mise in gara a “Ballando con le stelle”, d’improvviso dovette smettere, il fisco esigeva per legge gli introiti del contratto. "Sarebbe molto bello camminare nei luoghi che sono rimasti impressi nella mia memoria".
ESATTAMENTE 25 ANNI FA - La chiusura di Moggi è nostalgica: "Ieri è stato il 25° anniversario del primo scudetto del Napoli. Seguirono il secondo, la Coppa Uefa, la Supercoppa italiana e la Coppa Italia, vinta nello stesso anno del primo scudetto. Imprese tutte grandi, ma al primo amore si resta sempre attaccati di più, così come l’amore per Diego, che resta sconfinato per i napoletani. E quando gli dico che Napoli potrà essere ancora nel suo destino, il sorriso che gli apre la bocca dimostra quanto e da quanto tempo ci pensa".


