Il pagellone di Ziliani: "20 personaggi in cerca d'autore", un solo azzurro presente
21:38
1. CAVANI. Voto 9. Capocannoniere del campionato a quote spagnole, è troppo grande, ormai, per restare ancora nell’orticello del (decadutissimo) calcio italico. Nell’anno della separazione dalla moglie (per una velina? Macché, per una cassiera dell’Esselunga), gioca da super e segna come non mai. Fra i primi 5 d’Europa. Bye bye, è stato bello. Gulliver.
2. CONTE. Voto 8. Sorta di dr. Jekyll e mr. Hyde, chiude una stagione impeccabile sul campo (con la Juve che in attesa di diventare grande in Europa, ridicolizza la concorrenza made in Italy) e pasticciata fuori. Non bastassero i continui coinvolgimenti negli scandali-scommesse, ora la grana (da costruttore) per il grattacielo-truffa di Dubai. Bertoldo.
3. BALOTELLI. Voto 8. Mancini cacciato a pedate dal City la dice lunga sull’importanza di avere o non avere in squadra Supermario. Che un anno fa, per chi l’avesse dimenticato, miracolò Mancio che al 95’ dell’ultimo match stava perdendo il campionato (sotto col QPR, servì ad Aguero il pallone del titolo). Al Milan da gennaio, segna a raffica. Fino alla fine. Top player.
4. STRAMACCIONI. Voto 4-. Okay, l’interminabile catena d’infortuni che gli ha tolto di mezzo titolari a grappoli, specie a fine stagione, non è colpa sua. Ma se sparisci dall’Europa, se in classifica ti sorpassa persino il Catania e se alla fine per contare le sconfitte devi ricorrere al pallottoliere, il sospetto che Strama non sia la reincarnazione di Happel ti viene. Bufala.
5. ALLEGRI. Voto 5-. Col placet della società, ha proseguito l’opera di bidonizzazione del Milan – iniziata con la cacciata di Pirlo – facendo spazio a taglialegna stile De Jong, Flamini, Muntari & company. Per miracolo gli è esploso tra le mani El Shaarawy, un anno fa nemmeno in lista Uefa. Nè il Faraone né Balotelli bastano ad evitare i terribili patimenti finali. Profanatore.
6. ZAMPARINI. Voto 3. Ingaggia Sannino, che l’anno prima ha salvato il Siena con bella personalità, e dopo 3 partite – esagerando nel fare lo Zamparini – lo silura. Si affida a Gasperini, un disastro; poi a Malesani, che non incide; poi ancora a Gasp, una tragedia. E quando di colpo si ricorda di Sannino, la squadra torna in vita, ma troppo tardi. Tafazzi.
7. HANDANOVIC. Voto 8,5. La domanda è: se a fine stagione la palma di miglior nerazzurro finisce, per distacco, all’ex portiere dell’Udinese, nonché successore di Julio Cesar, a dispetto della sessantina di gol incassati – roba da retrocessione – e in virtù delle 100 palle-gol sventate, che ne sarebbe stato dell’Inter senza il portiere sloveno? Provvidenza.
8. TOTTI. Voto 9. A settembre compirà 37 anni (avete capito bene: trentasette), eppure conclude una stagione come nemmeno da ragazzino: 12 gol segnati (uno in meno dei 13 dell’anno-scudetto), 34 cartellini timbrati, la Roma trascinata in finale di Coppa Italia, gare corse a perdifiato, calcioni presi a go-go. Calciatore italiano del secolo. Highlander.
9. MONTELLA. Voto 8. Se è vero che errare è umano ma perseverare è diabolico, non si dà pace la Roma per l’errore di sottovalutazione commesso ai danni dell’aeroplanino diventato allenatore. Dopo le mirabilie di Catania, il capolavoro di Firenze con una squadra rifatta ex novo: il tutto mentre a Roma dopo Luis Enrique affonda anche Zeman. Scoperta.
10. EL SHAARAWY. Voto 8. Il finale di stagione in calando non cancella la strepitosa stagione del Faraone: che liberato dal pesante ingombro di Ibrahimovic, per 6 mesi s’impone – a 20 anni – come il miglior attaccante del campionato, straordinario anche per l’apporto dato in fase difensiva. Promosso in azzurro, l’arrivo di Balotelli lo intimidisce un po’. Rampante.
11. ZEMAN. Voto 5-. Tornato a Roma a furor di popolo – dopo le mirabilie di Pescara – 13 anni dopo l’ultima volta, il boemo fallisce la stagione che più di tutte avrebbe voluto centrare. Ancora una volta, una squadra che un giorno gioca divinamente, il giorno dopo da cani, che perde partite già vinte con giocatori incompresi che vanno sull’Aventino. Naufragio.
12. VIDAL. Voto 9. Più di Pirlo, più di Buffon, più di Vucinic, più di Conte, la Juve che conquista il 29° scudetto della sua storia – riconfermandosi regina in Italia – ha il volto e le movenze del 26enne centrocampista cileno, per rendimento il vero top player della Juve Nuovo Corso. Dieci gol in campionato, 3 in Champions, fa meglio di tutti i bomber. Fiammeggiante.
13. GUIDOLIN. Voto 9. Per la serie: “Domande che nessuno si pone e che invece meriterebbero una risposta”, più passano gli anni e più ci si si chiede: perché Stramaccioni all’Inter e Guidolin no? Allegri al Milan e Guidolin no? Zeman alla Roma e Guidolin no? Bravo come pochi, porta ancora l’Udinese in Europa in barba ai tanti strombazzati colleghi. Maestro.
14. MARCHETTI. Voto 9. Buffon non si offenderà. Lungi da noi dargli del pensionato, come Beckenbauer dopo Bayern-Juventus, ma il miglior portiere del campionato, assieme ad Handanovic, quest’anno è stato lui, il n. 22 della Lazio che all’età di 30 anni è esploso a livelli lunari. Una stagione trascorsa a parare l’impossibile, senza fallire un colpo. Houdini.
15. CASSANO. Voto 6-. A Roma litigò con Capello, a Madrid pure, a Genova si accapigliò con Garrone, a Milano (sponda Milan) con Galliani. Giunto sull’altra sponda sulle ali del grande feeling col giovane allenatore Stramaccioni, conclude la stagione inanellando l’ennesimo litigio e indovinate con chi? Indovinato, con Stramaccioni. In partenza. Incorreggibile.
16. CERCI. Voto 8. “Se oggi mi volto indietro, capisco di avere buttato 8 anni di carriera”, dice l’attaccante del Toro, esterno rivelazione del campionato. Vero. Ma a 25 anni, messa a frutto la lezione, non è troppo tardi per provare a riguadagnare il tempo perduto. Finisce in nazionale, Cerci, dopo la stagione super giocata alla corte di papà Ventura. Figliol prodigo.
17. MATUZALEM. Voto 2. Dopo aver camminato sulla faccia di Totti (Roma-Lazio 2011) e aver spaccato la faccia a Jimenez (Lazio-Cesena 2011, 4 turni di squalifica), il 32enne brasiliano torna a far parlare di sé spezzando la carriera di Christian Brocchi (Genoa-Lazio, febbraio 2013) e spedendo all’ospedale Krsticic (Genoa-Samp, aprile 2013). Fermatelo! Invasato.
18. PETKOVIC. Voto 7+. Ce ne fossero, in giro, personaggi come Vlado: il 49enne allenatore che Lotito e Tare pescano in Svizzera, nel Sion, il club che Vlado riesce a salvare a dispetto di 36 (diconsi trentasei) punti di penalizzazione. Gentiluomo autentico e tecnico accorto, fa veleggiare la Lazio in mare aperto e la guida sicuro alla finale di Coppa Italia. Nocchiero.
19. CELLINO. Voto 6 di solidarietà. Meglio il Cagliari del suo presidente: che conclude la stagione in gattabuia, e poi agli arresti domiciliari, per una brutta storia legata a irregolarità commesse per strappare l’agibilità dello stadio Is Arenas. Ironia della sorte: mentre la squadra è costretta a giocare fuori, il presidente è costretto a restare dentro. Papillon.
20. SCHELOTTO. Voto 6 di solidarietà. Non si sa perché, ci sono giocatori, nella storia dell’Inter, destinati a finire oggetto del pubblico ludibrio fin dal loro primo apparire. Fu così per Pancev, poi per Vampeta, poi per Gresko, poi per Quaresma; e la stessa sorte sembra toccare ora all’italo-argentino triste acquistato dall’Atalanta. Branca, perché? Caso umano.
Per info su Panariello Parrucchieri clicca qui


