Da Torino attaccano: "Le parole di De Laurentiis evidenziano un disturbo della sua personalità"

Notizie ico calendario ico orologio21:38 fonte : tuttojuve.com
Da Torino attaccano: Le parole di De Laurentiis evidenziano un disturbo della sua personalità

Si legge su tuttojuve.com: "Se un discorso lo senti fare una volta, ne desumi trattarsi di un punto di vista e di considerazioni personali. Se lo senti ripetere due o tre volte, puoi interpretarlo come un modo per rafforzare il concetto espresso. Se la cantilena la senti infinite volte, provenire da tante bocche presenti allo stesso tavolo, allora significa che il credo espresso è un pensiero comune, giusto o sbagliato che sia. La prima volta puoi trovare la cosa esilerante, la seconda e la terza ti può far sorridere, la quarta ti lascia magari perplesso, ma dalla quinta volta in poi, inizi a porti qualche domanda sui concetti espressi. Le parole proferite dal Presidente Aurelio De Laurentis, sono le stesse parole che provengono dalle vie di Napoli, da buona parte dei tifosi azzurri e dalla carta stampata partenopea. “....Platini ci guarda, quell'altro ci guarda... Abbiamo i tifosi migliori del mondo. Da noi i razzisti non ci sono. Sono gli altri che sono razzisti perché hanno un complesso di inferiorità ma a noi non ci interessa". Ecco, proprio qui sta il punto. Il continuo bisogno di affermare il proprio complesso di superiorità nei confronti degli altri (o invertendo gli addendi il complesso di inferiorità degli altri nei confronti di sè), nasconde in realtà, quello che, nel linguaggio psicologico, viene definito “disturbo narcisistico della personalità”. Chi ha necessità di dover ribadire sempre e comunque, il proprio considerarsi superiore è perché, nella realtà dei fatti, ha bisogno di convincere se stesso di questo, in quanto, nel proprio sub-conscio si sente inferiore. Frasi quali ad esempio “Voi siete nulla, noi tifoseria”, oppure “Noi siamo il tifo, voi no!”, in realtà, sono opinioni di se stessi proiettate sugli altri usati come uno specchio. La smania di ribadire un concetto sino all'esasperazione va a soddisfare un bisogno del proprio ego che, nella realtà dei fatti, si sente profondamente insicuro. Chi è sicuro di sé ed è ovviamente convinto dei propri mezzi e delle proprie qualità, non ha bisogno di gridarlo al mondo: gli basta mettere in pratica ciò che sa di saper fare. E' chi si sente insicuro e sa di non essere probabilmente all'altezza degli altri che alza la voce e urla al mondo i propri meriti: così facendo intende esorcizzare soprattutto se stesso, arrivando a convincersi per via indiretta: io convinco gli altri di una superiorità alla quale in fondo, nel mio “io”, non credo, ma attraverso la forza che scateno negli altri, mi convinco di essere superiore. Secondo alcune teorie della psicologia moderna, non è tanto importante avere le qualità migliori, ma usare le proprie qualità al meglio, altrimenti, il risultato è che non si va da nessuna parte. Non importa urlare ai quattro venti di essere “the best” o credere di esserlo: l'importante è dimostrare le proprie qualità coi fatti. Un conto è rivendicare una realtà oggettiva: gli scudetti sul campo vinti dalla Juve sono 31 (realtà oggettiva), un conto è rivendicare una realtà soggettiva: “siamo i migliori”(dovrebbero almeno indicarci sulla base di quali parametri sono state dedotte queste conclusioni). Inoltre: sono sicuri, in quel di Napoli, che lo stare lì ad osservare di Platini e dell'Uefa non sia riferito allo Stadio San Paolo che sta cadendo a pezzi? Il razzismo non esiste dalle loro parti? Provate un po' a chiedere ai tifosi bianconeri della zona come vengono trattati: altroché razzismo....E in quanto al fatto che la Juve vince buttando via i soldi, il signor De Laurentis non si preoccupi: Agnelli non verrà di certo da lui a battere cassa; mal che vada chiederà ai giocatori bianconeri di fare gli attori gratis per un nuovo cine -panettone in uscita il prossimo Natale. Per ora intanto, vinciamo, senza fare tante chiacchiere......"

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