Napoli-Lazio, le pagelle: Gabbiadini, il palo trema ancora! Hamsik fa e disfa, Rafa uscire così fa male...

Mondiali  

 di Claudio Russo

Andujar 6 - Si distende e fa buona guardia sul diagonale di Klose, fa bloccare il respiro ai tifosi quando si destreggia in un dribbling su Candreva. Vale un gol la parata sul colpo di testa di Lulic, così come vale un gol il pallone dello stesso Lulic che finisce in rete.

Maggio 5,5 - Felipe Anderson è uno dei clienti peggiori che gli può capitare, specialmente sulla corsa: Christian mantiene la posizione e quando può si getta in avanti. Deve ringraziare Braafheid, che gli va via ma mette fuori, e Andujar quando Lulic impatta di testa. Lo stesso bosniaco gli sbuca davanti e lo brucia mettendo in rete.

Albiol 5,5 - Klose gli sfugge alle spalle al 4' ma Britos lo 'salva', poi stende Klose e si fa ammonire: era diffidato. Non è la partita da ricordare o da raccontare ai nipotini, questo è sicuro.

Britos 6 - Copre il primo buco di Albiol dopo nemmeno 4 minuti, non sarà il difensore più elegante ma il suo lancio per Gabbiadini è pregevole. Quando lui ed Inler sbattono contro fuori area c'è da rabbrividire, ma c'è da applaudire la sua prova a dispetto delle tante critiche che gli piovono addosso.

Ghoulam 5 - In tanti si aspettavano Strinic, invece c'è Faouzi ed il suo solito uno-due con Dries Mertens. Discreto, senza strafare troppo: nella ripresa Felipe Anderson prova a superarlo più volte, poi quando in una delle tante occasioni ci riesce il pallone poi va in rete. Ciò non può che influire. Inler 6 - Un suo filtrante alto per Mertens al 15' è notevole, è un po' più fluido in mezzo al campo ma una palla persa a metà campo innesca un pericoloso Felipe Anderson. Un suo stop sballato serve Parolo, corre un rischio inutile ma in fin dei conti compensa la sua prestazione con una sufficiente dose di contrasti.

Gargano 5,5 - Al rientro dopo tempo immemore, con la sua classica dose di verve e garra agonistica ma forse un po' troppo solo in mezzo alla tecnica di Parolo e Biglia. Ma il Mota non sprofonda. (Dall'85' Insigne 6 - Gettato entro per il mischione finale, fosse entrato il suo pallone in rete sarebbe venuto giù il San Paolo)

Gabbiadini 6 - Il suo impiego era praticamente certo, dopo lo spezzone incoraggiante contro la Roma. Il palo su punizione sta ancora tremando (meritava eccome), impatta male un pallone di testa messo in mezzo da Hamsik. (Dal 72' Callejon SV)

Hamsik 6 - Tre panchine consecutive gli avevano fatto accumulare un po' di ruggine, ed il risultato si tramuta in qualche stop sbagliato di troppo. Dal suo piede nasce l'assist per Maggio dopo pochi minuti della ripresa, nella quale migliora col passare dei minuti anche se non fa mai mancare qualche pallone totalmente insensato. Si rivede anche al tiro.

Mertens 5,5 - A Roma era stato il migliore, si ripresenta con un filtrante per Hamsik interessantissimo e tante idee che non sempre riesce ad esprimere. Sfortunato assieme ad Higuain, quando il pallone di Maggio non carambola sui loro piedi e poi in rete.

(Dal 68' De Guzman 5,5 - Si ritrova un pallone celestiale sul piede, non lo sfrutta a dovere. Avrebbe potuto contrastare con maggior vigore Felipe Anderson in occasione del gol)

Higuain 5,5 - Il Napoli non può non affidarsi al Pipita nelle partite da dentro o fuori: un po' egoista alla mezz'ora, ma forse è la voglia di spaccare tutto. I difensori della Lazio lo temono, lui cerca di rendersi pericoloso quando può. Poi, quando ci riesce, si allunga troppo il pallone che Berisha gli blocca prima e respinge poi.

Benitez 5,5 - Bisogna dare continuità alla buona prova offerta a Roma, e magari un risultato positivo: i primi minuti sono incoraggianti, ma non arriva la grande chance da gol nella prima mezz'ora fin quando il pallone di Gabbiadini non impatta sul palo. La squadra sembra ben messa in campo, anche dal punto di vista mentale, nel primo tempo anche quando la Lazio reagisce. Un pizzico di sfortuna in avvio di ripresa con il pallone che resta sulla linea di porta e quasi si rifiuta di entrare. Il Napoli è vivace in fase offensiva e conferma di essere in ripresa, ritarda i cambi per cercare di spremere i suoi quanto più possibile. Poi arriva l'errore pagato caro, firmato Lulic: i ragazzi non si abbattono totalmente, ma la fortuna si. Perché quando il pallone di Insigne non entra in rete...beh, ci limitiamo a dire che la buona sorte non sta accompagnando il Napoli. I risultati non rendono giustizia ad un Napoli che, in fin dei conti, ha creato. Ma uscire così fa male.

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