Papin: "Pochi giocano come il Napoli. Milik-Mertens? Al Milan non gestii bene la concorrenza, ma il polacco mi somiglia poco. Ounas esploderà presto"

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Papin sul Napoli e il NizzaPapin sul Napoli e il Nizza

«Il Nizza e il Napoli si sono contagiate a vicenda. Nel loro calcio contano la schiuma, le bollicine, tutto quello che profuma di spettacolo», a parlare è Jean Pierre Papin, francese, Pallone d’Oro nel 1991. Lo ha fatto ai microfoni de Il Mattino, ecco quanto evidenziato da CalcioNapoli24: «Il Nizza non va preso sotto gamba: ha giocato il piu' bel calcio di Francia. Anche migliore del Paris St. Germain e del Monaco. E' una squadra che gioca come fa il Barcellona, pur avendo giocatori meno bravi certamente. E che ha piacere ad avere il possesso della palla. E' un avversario molto pericoloso, ma credo che questo Sarri lo abbia compreso».

Sembra un po’ la storia di Sarri e il Napoli.

«Oggi in pochi in Europa giocano bene come il Napoli che in piu' del Nizza ha delle individualita' straordinarie. Penso a Mertens, per esempio, che in pochi mesi e a 30 anni e' riuscito a dimostrare che razza di attaccante e'. Mi ha molto colpito il suo boom».

Dal Bordeaux è arrivato Ounas. Che ne pensa?

«Che sono stati bravi a prenderlo. Ha talento, ha personalità e può giocare al posto di Mertens anche come prima punta. E non solo all’esterno. La serie A lo aiuterà a migliorare, come ha fatto con un’intera generazione di calciatori arrivati dal campionato francese».

C’e' una favorita tra Napoli e Nizza?

«Beh si. E' il Napoli. Perche' presi uno a uno non c’e' storia: li' ci sono campioni veri, come Callejon, Insigne, Hamsik, abituati a gare di una certa intensita'. A Nizza la forza e' il collettivo anche se Seri, Plea, Sneijder sono molto bravi. Ma c’e' un grande punto debole: Cardinale, il portiere. E' un bravo ragazzo ma fa spesso delle sciocchezze. Contro l’Ajax ha rischiato di rovinare tutto. Il Napoli, invece, ha un numero uno tra i piu' forti d’Europa».

Ma se dico Milik, ricorda Papin?

«In qualche movimento, forse. Ma e' piu' grosso di me».

Come si gestisce la rivalita' e la concorrenza tra gli attaccanti?

«Lo chiede alla persona sbagliata perche' al Milan non sono stato bravo a farlo, come le dicevo. Pero' la storia di Mertens e Milik mi fece riflettere. Si fa male l’attaccante piu' forte e questo episodio che puo' sembrare devastante invece diventa il punto di partenza per diventare ancora piu' forti: Insigne e Mertens, una volta che si sono liberati del peso di non essere sicuri del posto da titolare, sono diventati spettacolari. Il Napoli ha una squadra che puo' andare molto lontano anche in Champions. La bravura di Sarri dovra' essere quella di riuscire a gestire quelli che non giocano».

Chi la diverte vedere giocare?

«Tra le italiane, senza dubbio il Napoli che e' tutto il contrario dell’idea che da fuori si ha del calcio italiano. In assoluto, il Madrid di Zidane che ha concretezza e spietatezza. Poi c’e' la filosofia del Real: lo zoccolo duro e' fatto di giocatori di quel Paese. Non mi piacciono le squadre con 11 stranieri».

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