Lippi: "Juve, resta ottimista e rosica un po': ecco come battere il Tottenham. Derby col Toro? Cambia poco, bianconeri abituati a combattere"

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Lippi: Juve, resta ottimista e rosica un po': ecco come battere il Tottenham. Derby col Toro? Cambia poco, bianconeri abituati a combattere

Marcello Lippi, ct della Cina, ha rilasciato un'intervista all'edizione odierna di TuttoSport. Ecco le sue dichiarazioni:

«Sono perfettamente d’accordo con Allegri (che ha dichiarato dopo il 2-2 in Champions: "Se qualcuno pensava che avremmo dovuto battere il Tottenham 4-0 ha bisogno di un dottore bravo", ndr). Max ha ragione e fa bene a respingere in maniera netta tutta la negatività che arriva dall’esterno. Vincere non è affatto scontato, in Champions . Il Tottenham è un’ottima squadra. E se il 2-2 fosse arrivato in rimonta, recuperando due gol agli inglesi e non facendoseli recuperare, adesso si farebbero tutti altri discorsi in ottica ritorno. Un po’ di rosico ci sta per come era iniziata la gara, però non è ancora finita. C’è un’altra partita».

Cosa non è andato nella Juventus? «Non tocca a me dirlo, non mi permetterei mai. Parlare di quello che è successo non ha senso, bisogna stare vicino alla squadra e guardare avanti con ottimismo. Allegri e i giocatori sanno perfettamente quello che ha funzionato e quello che non è andato bene. Parliamo di un allenatore e di una squadra che da anni stanno ottenendo risultati importanti in Italia e a livello internazionale». 

Gli ottimisti puntano sulla fragilità della difesa del Tottenham: concorda? «Io avevo pronosticato una partita simile a quella contro il Barcellona dello scorso anno. All’inizio è andata così, poi è diventata una gara un po’ stregata, penso al rigore sbagliato da Higuain. Ma l’ultima cosa che deve succedere è che la squadra ora perda autostima, proprio per questo condivido in pieno quanto detto da Allegri. Ripeto: c’è un’altra partita da giocare per qualificarsi ai quarti».

Sensazioni per la gara di ritorno? «Non la sbaglieranno a Wembley. E non c’è soltanto la vittoria. Si può passare anche con un 2-2 nei 90’ e un gol nei tempi supplementari».

Questa situazione le ricorda qualche episodio del passato? «Ci sono delle anologie con i nostri quarti del 2003. A Torino pareggiammo 1-1 contro il Barcellona. E poi siamo andati al Camp Nou a giocarci la qualificazione. Siamo passati in vantaggio con Nedved, abbiamo subito il pareggio di Xavi e siamo rimasti in dieci per l’espulsione di Davids. Partita infinita: ai supplementari cross di Birindelli e gol di Zalayeta. In quella Champions abbiamo distrutto le spagnole. Prima del Barcellona avevamo battuto il Deportivo la Coruna e in semifinale eliminammo il Real Madrid». 

Il bruciore della rimonta subita allo Stadium può essere d’aiuto per Wembley? «Rosicare un po’, aiuterà. Ma l’importante è restare ottimisti e mantenere alta l’autostima. E poi, in vista della gara di Londra, magari Allegri recupererà anche un paio di giocatori assenti l’altra sera». 

Nel mirino, oltre ad Allegri, è finito anche anche Buffon per l’errore sulla punizione di Eriksen. «Può aver senso criticare Gigi? Assolutamente no. Ha fatto un mezzo passo perché probabilmente s’aspettava un tiro a sorpassare la barriera. Se non lo avesse fatto e Eriksen avesse tirato in quel modo adesso tutti lo criticherebbero per quello». Il pareggio in Champions può avere dei contraccolpi sulla corsa scudetto? «Parliamo della Juventus, di campioni esperti e navigati. Sono abituati a girare pagina in fretta».

Da questo punto di vista il derby contro il Torino di domenica può essere un aiuto a livello psicologico? «Il derby o un’altra partita, per la Juventus cambia poco. Sono giocatori abituati a giocare ogni tre giorni e a combattere su tutti fronti». 

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