Lavezzi: "Voglio tornare a Napoli in futuro. Sono in contatto con tutti gli azzurri. Con Mazzarri un rapporto speciale, anche se litigavamo"
21:38
Ezequiel Lavezzi, attaccante del Psg ed ex azzurro, è stato intervsitato da Sky Sport per il programma "I signori del calcio: "Vincere un campionato non succeda tutti i giorni, quando si vince un giocatore prova delle sensazioni uniche. E' stato difficile per noi al Psg vincere lo scudetto quest'anno, c'erano tanti giocatori nuovi compreso me che si dovevano ambientare. In Italia vivevo come a casa mia, ogni volta che facevo qualcosa sembrava di stare a casa. Quando sono venuto a Parigi è stato tutto diverso, mi sono dovuto adattare sin dall'inizio".
Il cibo?: "Ci sono dei ristoranti italiani qui a Parigi, ma una volta che ti abitui alla cucina italiana è dura cambiare, in Italia si mangia il cibo migliore del mondo".
Differenze tra i due paesi?: "Calcisticamente tra Francia e Italia ci sono tantissime differenze, qui il campionato è più fisico, poi ho cambiato completamente il mio ruolo, ho fatto l'esterno destro per gran parte della stagione. Non è stato facile, ma quando ci si trova in una grande squadra bisogna anche adattarsi a queste cose. Dicevano che ero un attaccante che segnava poco, oggi posso dire di essere un centrocampista che segna molto. Ibra? Se va via sceglierà la miglior cosa per lui, ma noi vogliamo che resti".
Ancelotti?: "Con lui è diverso rispetto agli altri allenatori con cui ho lavorato, anche se è impossibile litigare o prendersela con lui, anche con Reja e Mazzarri avevo un rapporto speciale ma prima o poi ci litigavi, con Ancelotti invece questo non succede mai. Il giocatore con cui ho legato più qua al Psg è stato Verratti, è la persona con cui passo più tempo libero qui a Parigi, lo considero un amico".
Cavani e Ibra?: "Sono due giocatori diversi, non puoi mettere in discussione giocatori che fanno 30 gol a campionato, hanno semplicemente delle caratteristiche diverse. Ho giocato con tutti e due e non so dire chi sia più forte. Quando giocavo a Napoli ho avuto uno splendido rapporto con Edi".
L'esperienza a Napoli?: "Sono arrivato in Italia a 21 anni, Napoli mi ha fatto crescere tanto come uomo e come giocatore, questo non potrò mai dimenticarlo e porterà questa cosa sempre dentro me. Mi piacerebbe tornare a Napoli, non so se succederà a breve, ma in futuro voglio tornare a Napoli. Questa città mi ha dato tanto, ripeto, non mi sento di dire che non tornerò mai. Ho avuto un periodo in cui volevo cambiare aria, ma un domani tutto può succedere. Dopo che sono andato via ho sentito il presidente solo 2-3 volte, mentre i giocatori li sento spesso, con i sudamericani soprattutto poi con Hamsik, Inler, Dzemaili, Grava e Cannavaro. I miei viaggi a Milano? Vado solo a fare shopping e a trovare degli amici, tutto qua. Entrambe le squadre di Milano sono grandi club, non posso dire che mi piacerebbe giocare lì un giorno. Gli italiani e gli argentini sono molto simili, rispetto alla Francia invece è diverso, sono più vicino alla mentalità italiana. Non parlo ancora il francese, forse questo mi penalizza, ma preferisco di gran lunga l'Italia. Prima o poi vorrei tornare anche in Argentina, lì vive mio figlio e non posso pensare di vivere per sempre lontano da lui".
La Champions? : "E' la competizione più bella da giocare in assoluto, chiunque vorrebbe giocare almeno una partita. Col Psg abbiamo fatto due splendide partite ai quarti contro il Barça, peccato essere usciti.
Rapporto con Mazzarri?: "Non ho mai avuto un allenatore che lavora così bene come lui, dal punto di vista tattico e calcistico mi ha fatto crescere tantissimo, parlavamo tantissimo e mi ha dato tanti consigli. Sicuramente non ho segnato tanti gol, ma ho avuto un rendimento costante soprattutto nell'ultima stagione. Mi chiedeva anche lui consigli su come comportarsi con la squadra, e viceversa. Ci sentiamo ogni tanto via sms. Non so se sono maturato o meno, so solo che continuo a fare le stesse cose che facevo prima. Ora magari se faccio una cosa sbagliata me ne rendo conto e non la ripeto più. Non rimpiango nulla di quanto ho fatto fino ad ora".
Gli esordi a Napoli: "Ricordo il mio primo gol col Napoli, con l'Udinese, fu una splendida partita. Appena arrivato in Italia ero grasso, mi criticavano tutti. Dopo quel gol all'Udinese i tifosi hanno iniziato a crede in me. La prima partita emozionante è stata quella contro la Juve a Torino dove abbiamo vinto per 2-3, il gol più bello contro il Chelsea in casa in Champions. La partita più importante invece la finale di Coppa Italia dove abbiamo vinto contro la Juve. In città non si vinceva un trofeo da tantissimi anni".

