Cassano: "Chi dice che Sarri fa il miglior calcio d'Italia? Non mi sarebbe piaciuto giocare con lui, allenare i campioni è un'altra cosa! Scudetto? Sarà ancora Juve"

Le Interviste  
Antonio Cassano rideAntonio Cassano ride

Attualmente svincolato, Antonio Cassano ha rilasciato una lunga intervista al Corriere dello Sport. Nel corso della stessa, l'attaccante pronostica il settimo scudetto della Juventus e non concorda sul gioco spettacolare di Maurizio Sarri alla guida del Napoli.

CASSANO, LE INASPETTATE DICHIARAZIONI SU SARRI
 
Cassano, è ancora un giocatore o si considera un ex? 

«Fondamentalmente sono un calciatore perché mi alleno ogni giorno, ma non ho richieste soddisfacenti. Tutti pensano che abbia smesso e che non ce la faccia più... Beh, non è vero: lavoro più ora di prima e, se arrivasse l’opportunità che mi fa felice, sarei pronto». 

Quante squadre l’hanno cercata in questo periodo? 

«Prima del Verona, nel gennaio 2017, potevo andare al Crotone. Dopo la parentesi all’Hellas ho avuto proposte da una formazione francese e da una belga». 

Perché a Verona non è «scattata la scintilla»? 

«Il fisico non c’entra e i dati durante la preparazione erano ottimi. A 35 anni, dopo tutto quello che ho fatto in vita mia, non me la sono però sentita di andare a lottare per evitare la Serie B».  

Se ripensa alle sue... cassanate quali vorrebbe non aver fatto?

«La più terribile è stata quella con il presidente della Sampdoria, Garrone. Se potessi pagherei tanti soldi per eliminarla perché tra noi c’era un rapporto di grande amore. Da padre a figlio. Come spesso è successo, quella volta ho sbagliato io». 

  Quali altre ricorda?

Quelle al Real Madrid. Era l’epoca dei Galacticos e io avevo 6 anni e mezzo di contratto, ma ci sono rimasto solo 18 mesi perché sono finito fuori rosa e ogni venerdì prendevo un volo privato per tornare a Roma: mangiavo come un cane e non dormivo la notte. Facevo una vita di m...». 

Alla Roma qual è stata la cassanata più terribile? 

«Sono arrivato a 18-19 anni in una grande metropoli e ne combinavo una al giorno. Bisognerebbe scrivere 3 libri per riassumerle tutte... Capello l’ho fatto impazzire e mi dispiace: il 99% delle volte quando si arrabbiava con me aveva ragione». 

Un pronostico da futuro Ds: chi vincerà lo scudetto?

«Ancora la Juve. Facilmente. E’ di un altro livello: la squadra e la struttura della società sono super e in panchina c’è uno troppo più forte degli altri. Ogni tanto Allegri lo sento con piacere e con affetto».  

Che succede a Dybala? 

«E’ un ottimo calciatore, ma non un campione. Lo scorso anno quando era sulla cresta dell’onda è stato paragonato a Messi e io... ridevo. Non scherziamo neppure, per favore: Leo è un’altra cosa».  

Quello di Sarri è il miglior calcio d’Italia? 

«E chi lo dice? Sarri fa giocare bene una squadra di ottimi giocatori, ma gestire i campioni e fare i risultati come fanno Allegri, Mourinho, Ancelotti, Capello e Guardiola è molto più complicato». 

Le sarebbe piaciuto essere allenato da Sarri? 

«No». 
 

Se Coutinho è costato 160 milioni, quanto vale Insigne? 

«Voglio tanto bene a Lorenzo (Cassano e Insigne sono molto amici, ndr) e ho cresciuto Coutinho all’Inter, ma con questi prezzi il calcio è andato fuori giri. Se Coutinho, che non è un campione, è stato pagato 160 milioni, Messi deve costarne 600 e Cristiano Ronaldo 400. Lorenzo? Almeno 100-110 milioni li vale tutti». 

Tra lei e Balotelli si è rotto qualcosa? 

«Io non ho rotto niente. La scorsa estate a Verona in ritiro mi è venuto vicino Pazzini e mi ha detto che c’era al telefono una persona che mi voleva. “Sono Mario, vedo che parli bene di me. Grazie tante” ha iniziato. “Chi c... sei? Io ho detto la verità, ovvero che sei un ottimo giocatore. Se ti vuoi offendere, offenditi pure” gli ho risposto. Io dico sempre la verità e non cambio».

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    21
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