Udinese, Oddo si presenta: "Napoli? E' nel destino, è la partita giusta per ripartire! Esalterò tutti i giovani"

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Udinese, Oddo si presenta: Napoli? E' nel destino, è la partita giusta per ripartire! Esalterò tutti i giovani

A pochi minuti dall'ufficialità, ecco Massimo Oddo in conferenza stampa che si presenta a Udine. Lo introduce il Ds Manuel Gerolin, che innanzitutto ringrazi Delneri e spiega che "non eravamo contenti di come giocava la squadra, non si è espressa come doveva. L'Udinese seguiva Oddo già da un anno e mezzo: non è una scelta azzardata, ma fatta con un ragionamento logico. Crediamo sia la persona giusta con un gruppo di giovani che secondo noi possono dare molto". Oddo prende la parola: "Ringrazio la società e penso a Delneri. Ci sono passato, so che quando le cose non vanno paga sempre l'allenatore. Lo stimo moltissimo, può succedere. Lo ringrazio per quello che troverò, che è frutto del suo lavoro. Sono molto contento di questa opportunità. Sono contento di essere tornato in A e perchè sono in una società che ha ambizione, che ti mette a disposizione tutto. Ho già visto tutte le strutture, di altissimo livello. C'è tutto per lavorare bene. Non sono qui a promettere nulla. Ho la mia filosofia che cercherò di imprimere ai ragazzi. Ho visto l'Udinese dal vivo, credo abbia giovani promettenti che hanno bisogno di inquadrarsi un po' per migliorare. Prometto il massimo impegno e la massima professionalità".

Qual'è la sua filosofia di gioco? "Dove l'Udinese è carente secondo lei? "non è corretto rispondere ora. Un conto è vedere la squadra dall'esterno, un conto farsi un proprio giudizio. Io mi sento sol o di esaltarne le potenzialità. Ci sono le basi! Io sono un allenatore che si adatta ai giocatori e non viceversa. Non ho un modulo predefinito. L'importante è dare certe caratteristiche come non fare barricate, giocarsela sempre a viso aperto, senza essere sprovveduti. GIocare con raziocinio ed equilibrio, e sagacia tattica per saper proporre qualcosa di diverso". Cosa le ha chiesto la società? "Solo di lavorare tanto, secondo quella che è la mia idea di calcio, senza alcun tipo di imposizione. Sarà tutto frutto della mia testa.

La difesa? Il passato è passato, il futuro è un'altra cosa. NOn è detto che quanto avete visto fare alle mie squadre, lo vedrete qui. Là avevo giocatori con altre caratteristiche: valuterò i ragazzi, li conoscerò in campo. Ho una idea in testa, ma li devo vedere in allenamento e capire cosa possono fare e cosa vorrebbero fare, nel ruolo. Il modulo, ripeto, non conta. Conta la filosofia in campo".

Su quali giovani puntare? "Su tutti. Ho chiesto la lista dei ragazzi della prima squadra e della Primavera. Partono tutti da zero, come accade quando c'è un allenatore nuovo. Bisogna dare possibilità a tutti per stimolarli. Non mi precludo nulla, mi aspetto tanto da tutti. Sta a loro recepire. Non scelgo 11 giocatori, punto sul gruppo".

Qui ci sono tanti stranieri: la spaventa questo? "A Pescara c'erano stranieri in Primavera. Ogni società propone un tipo di lavoro diverso. So a cosa vado incontro. Penso che bisogna avere una mentalità aperta, ma credo che l'allenatore dell'Udinese debba adattarsi a loro, dando loro modo di crescere. Anche se un giovane non deve andare in campo per forza. La domenica gioca chi è più pronto, poi in settimana si lavora per migliorare".

Il primo obiettivo, anche suo? "E' una società ambiziosa. Questa è una società di primissimo ordine, per le strutture che ha. Quindi ci si aspetta tanto, cioè un bel campionato, dare una mentalità, mantenere la categoria per fare il meglio possibile lavorando tanto e dando molta importanza al gruppo. Credo che l'esaltazione del singolo si raggiunge attraverso l'esaltazione del gruppo. Io vengo da un anno fantastico e uno da incubo e per questo mi porto dietro una etichetta che voglio cercare di smentire".

Ha parlato con qualche vecchio compagno come Iaquinta? Riparte di nuovo dal Napoli: "Ho incontrato un ex giocatore dell'Udinese, Fiore, che mi ha parlato molto bene dell'ambiente. Qui si è sempre respirata l'aria di una società seria. 

Napoli? Sembra sia nel destino. Se sono qui per cercare di smentire determinate cose e ripartire, forse è la partita giusta".

Potenzialità: secondo lei Maxi Lopez può essere ancora importante in A? "Partono tutti alla pari. Io ho una idea fatta vedendo dall'esterno, ma alcuni li conosco per averli visti. Anche chi ha giocato meno dovrà essere motivato a trovare spazio. Lopez è molto forte, al pari degli altri 29. Dipende da lui. Io ci conto, ma poi dipende da lui".

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