'Sostiene Pereira', anzi Pereyra, non è solo un libro di Tabucchi poi diventato film con Mastroianni, ma è l'azione del giocatore dell'Udinese che, segnando con la Lazio ormai immobile, ha scatenato l'ira degli avversari. Legittima la considerazione di chi, prima facie, trovava esagerata la reazione dei giocatori di Edy Reja visto che la partita era ormai finita. E invece, per quanto sia comunque esagerata, la rabbia dei capitolini ha le sue buone 'ragioni'.
Per quanto concerne il discorso della classifica avulsa, infatti, ipotizzando una classifica finale con friulani, partenopei e laziali a pari punti, e con l'Inter esclusa dai giochi, il gol di Pereyra è servito all'Udinese per pareggiare, momentaneamente, il computo tra gol fatti e subiti nell'ambito degli scontri diretti con Lazio e Napoli: 6 e 6, differenza reti 0 così come il Napoli, 5 gol fatti 5 subiti, e la Lazio, 5 gol fatti 5 subiti. Se al 'Friuli' fosse finita 1 a 0, la Lazio avrebbe avuto una differenza reti a +1, l'Udinese a -1 e il Napoli a 0; in tal caso i capitolini avrebbero conservato un momentaneo vantaggio, seppur minimo.
Con la classifica avulsa in pareggio in tutti i sensi (punteggio e differenza reti), invece, si procede con l'altro criterio, ovvero la differenza reti complessiva in campionato dove, al momento, il Napoli è nettamente favorito con un coeffiente di 19 rispetto al 12 dell'Udinese e di 5 della Lazio.
A 'sostegno' della 'rivolta degli aquilotti', c'è il regolamento. Se uno spettatore emette un fischio e l’arbitro considera che tale fischio abbia interferito col gioco (ad esempio, inducendo un calciatore a raccogliere il pallone con le mani presumendo che il gioco sia stato interrotto), l’arbitro interromperà il gioco e lo riprenderà con una propria rimessa dal punto in cui si trovava il pallone quando il gioco è stato interrotto, a meno che il gioco sia stato interrotto all’interno dell’area di porta, nel qual caso l’arbitro effettuerà la propria rimessa sulla linea dell’area di porta parallela alla linea di porta, nel punto più vicino a quello in cui si trovava il pallone quando il gioco è stato interrotto. L'arbitro, dunque, se si rende conto che c'è un fattore esterno di disturbo, deve interrompere il gioco. Bergonzi, come si vede dalle immagini, ha inteso superare il problema facendo gesti evidenti di proseguire. Alla regola 5 del regolamento: Ogni gara si disputa sotto il controllo di un arbitro, al quale è conferita tutta l’autorità necessaria per far osservare le Regole del Gioco nell’ambito della gara che è chiamato a dirigere. Ne derivano poteri e doveri tra cui, interrompere temporaneamente la gara, sospendere o interromperla definitivamente a seguito di interferenze esterne, di qualunque genere; tanto premesso, la Figc ha dettato linee guide per l'interpretazione del regolamento con la precisa indicazione 'Interpretazione delle Regole del Gioco e linee guida per arbitri. In conclusione, quindi, una volta accortosi che il fischio aveva interferito (è palese), Bergonzi doveva interrompere l'azione.
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