Venerdi 28 Novembre 2014, 17:37

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Careca: "Cavani straordinario, Vargas è un talento. Servono 2 difensori forti e un mediano"

Careca o Cavani? Cavani o Careca? Più forte il brasiliano oppure "El Matador"? L'interrogativo si rincorre, ma non trova una risposta certa. Non può trovarla.

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Careca o Cavani? Cavani o Careca? Più forte il brasiliano oppure "El Matador"? L'interrogativo si rincorre, ma non trova una risposta certa. Non può trovarla.

Careca o Cavani? Cavani o Careca? Più forte il brasiliano oppure “El Matador”? L’interrogativo si rincorre, ma non trova una risposta certa. Non può trovarla. Tempi diversi, infatti. E calci diversi. E squadre diverse. E allora mettiamola così: era dai tempi di Careca (e di Giordano) che il Napoli non aveva un centrattacco tanto forte.

Già, ma qual è il pensiero di Careca?
«E’ un paragone che non si può fare. Intanto, io avevo caratteristiche diverse: ero attaccante più d’area di rigore, non m’allontanavo mai troppo dai sedici metri; Cavani, invece, fa il campo in lungo e in largo. In certe partite è addirittura più difensore che attaccante. Intendiamoci, è assai bravo a farlo, ma, benedetto ragazzo, spreca pure un sacco d’energie».

E poi?
«Un’altra differenza sostanziale? Io, probabilmente, avevo un patrimonio tecnico migliore. Lui, però, ha una forza e una potenza che davvero hanno pochi calciatori al mondo.

Dov’è che voglio arrivare? Beh, se non rischiassi di passare per un presuntuoso, direi che io sono stato un grande centravanti di quei tempi e Cavani è un grande attaccante di queste stagioni».

Tutto qui? Non c’è dell’altro?
«Volendo, si potrebbe ragionare sulle differenze tra il mio Napoli e quello di Cavani».

Bene, ragioniamo.
«Il mio aveva la sua forza nella forza dei talenti e del Fenomeno che portava in campo. Allora era spesso la giocata del singolo a portare al gol e al successo. Voglio dire che la personalità di quella squadra era la somma delle personalità, diverse ma grandissime, d’ogni giocatore. Oggi, invece, tranne rari casi, è giusto il contrario: è il gioco della squadra che esalta le qualità del singolo.

Un esempio? Il secondo gol al Siena in Coppa Italia. Quel contropiede feroce che è proprio del sistema di gioco degli azzurri, ha esaltato la velocità di Lavezzi, la capacità di suggerimento di Hamsik e la forza devastante di Cavani».

Vuol dire che un gol così il suo Napoli non l’avrebbe mai segnato?
«Giusto, non l’avrebbe mai segnato. Beninteso, e sia chiaro lo dico col massimo rispetto, tanti gol segnati dal mio Napoli la squadra di Mazzarri non l’ha segnati e non so se mai lo segnerà. E, badate, non penso ai miei gol; penso a quelli di Maradona. Ne ho visti alcuni più o meno simili, ma erano soltanto delle imitazioni».

Torniamo al Matador. Sessanta gol in due stagioni e la seconda non è finita ancora?
«Ecco, questi sono numeri da campione vero. Anche perché Cavani quei sessanta gol, e spero ne faccia altri in queste ultime partite, li ha segnati in Italia e non in un campionato dove la differenza di valore tra le squadre è enorme. Insomma: un Cavani così in due anni avrebbe fatto settanta gol in Spagna, ottanta in Inghilterra e novanta in Germania».

Careca tifoso di Cavani?
«Innanzitutto tifoso del Napoli. Poi di tutti quelli che giocano del Napoli. Infine, tifoso di chi sa giocare a calcio. E Cavani è una sintesi di tutte queste cose».

Lavezzi s’ingelosirà.
«Per carità, ho ammirazione per Lavezzi. Lo giudico essenziale nella manovra della squadra. Lui è un inventore di giocate, ma sarà attaccante di livello mondiale solo quando segnerà il doppio dei gol che segna ora. Posso fare una domanda?»

A patto che sia semplice.
«Facilissima. C’è una squadra fortissima che vuole rinforzare il proprio attacco e che ha tanti soldi da investire su una punta: oggi chi prenderebbe tra Lavezzi e Cavani?»

Cavani perché segna più gol?
«Risposta esatta. E ciò senza disconoscere i meriti e le qualità di Lavezzi, è ovvio».

Ribaltiamo il ragionamento: c’è una squadra che si chiama Napoli che ha sfiorato i quarti in Champions League, che ha conquistato la finale della coppa Italia, che punta al terzo posto e che vuole rinforzarsi per la prossima stagione. Da dove deve cominciare?
«Dalla difesa, non v’è dubbio. Non è da oggi, infatti, che è quello il reparto meno attrezzato per grandi traguardi. Poi qualcosa c’è da fare pure a centrocampo. In attacco, invece, tenendosi stretti Lavezzi, Hamsik e Cavani, il Napoli è già ben al completo».

Quindi?
«Quindi: fossi il Napoli, prenderei due difensori forti forti; un mediano tipo vecchio numero 5 brasiliano: uno di grande capacità tattica e di piede intelligente; infine un attaccante da affiancare a Vargas».

Già, Vargas. A Napoli ancora è uno sconosciuto.
«Ma a me piace. Ha talento, è rapido, veloce. Il Napoli deve saper aspettare e pure Vargas deve saper aver pazienza. Con quei tre là davanti non sarà facile per lui trovare spazio».

Coppa Italia. Si sbilanci, Careca: Juve o Napoli?
«La Juve è una buona squadra. Ha il carattere del suo allenatore. E’ determinata, aggressiva, ma non è più forte del Napoli. Sono certo che se avesse avuto da pensare ad una competizione come la Champions League oggi non avrebbe nove punti di vantaggio sugli azzurri».

Può darsi, ma non ha risposto: Juve o Napoli, chi vincerà il 20 maggio a Roma?
«Quaranta per cento alla Juve e sessanta al Napoli. Con un gol alla Careca di Cavani. Va bene così?» 

Fonte : Corriere dello Sport

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