FOTO - Club Napoli Milano Partenopea: "De Laurentiis ha preso un impegno: una cambiale da pagare alla tifoseria. Bigon? C'è un messaggio per lui..."

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FOTO - Club Napoli Milano Partenopea: De Laurentiis ha preso un impegno: una cambiale da pagare alla tifoseria. Bigon? C'è un messaggio per lui...
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Autore Ciro Novellino Giornalista professionista · Conduttore televisivo

Il tour di CalcioNapoli24 per i club Napoli, oggi si ferma a VeneziaMilano e raggiunge il Club Napoli Milano Partenopea del presidente Lino Palma. Fanno parte del club: Radicella Vincenzo (vice presidente), Cimmino Camillo (segretario), De Vita Angelo Aniello (Referente Informatico e di Stampa), Spagnolo Lorenzo, Luigi Amendola e Anthony Lanzillo (Consiglieri). Queste le dichiarazioni:

Club Napoli Milano Partenopea, un po’ di sud in ‘terra straniera’

Hai ragione, proprio un po’ di Sud in “terra straniera”: il 16 Aprile siamo nati ufficialmente, ma già da Novembre abbiamo cominciato a realizzare questo sogno. Un sogno che ho voluto realizzare con pochi amici dopo la trasferta di Eindhoven: lì ho visto tanti club Napoli provenienti da tutta Italia, ma mancava proprio Milano. Detto, fatto: è bastata una 'pizzata' tra amici per organizzarci. La trasferta di Genova, un primo successone, le partite in casa guardate in sede, ulteriori trasferte a Milano contro l’Inter, a Parma, l’emozione degli stendardi e dello striscione con su impresso il nome del nostro club: insomma, un crescendo di emozioni e il bello di condividerle con tanti cuori azzurri a Milano”.

A Milano ci sono due società importanti come Milan e Inter, quanto è difficile per voi convivere con queste tifoserie?

Certo, ci rendiamo conto che la vita, quella legata al tifo, in una città con due squadre tanto blasonate, è dura: durante le partite con le due squadre, nel pub scelto come sede, tanti gli sguardi “storti”, tanti gli scontri verbali con i gruppi che sostengono le milanesi, ma tutto limitato ad un gioco verbale, la violenza e l’offesa noi la ripudiamo, lo statuto del nostro club è chiaro”.

La vostra esperienza, il viaggio al San Paolo…

Le esperienze al San Paolo sono sempre uniche: peccato vivere a 1000 km dal nostro tempio calcistico. Tuttavia siamo riusciti a seguire qualche bel match in quella che è la nostra sacra casa: Napoli – Genoa per esempio. Questa partita ha sempre un fascino particolare: che bello questo eterno gemellaggio, che spettacolo intonare qualche coro insieme ai fratelli genoani, fantastico poi uscire abbracciati dallo stadio a prescindere dal risultato; o la partita, parlo di Napoli – Juve: peccato aver solo pareggiato contro i bianconeri, penso che in quell’occasione avremmo potuto dare una svolta verso lo scudetto, ma quello che rimane è la magia di un tifo che, da vero dodicesimo uomo in campo, spinge fino al 90’ gli azzurri. In sintesi, non ci sono abbastanza aggettivi per descrivere l’atmosfera del San Paolo, bisogna viverla e noi del club l’abbiamo vissuta insieme”.

Ti piacerebbe un allenamento a porte aperte a Castel Volturno, magari una volta a settimana?

Una delle cose più belle fatte dal presidente De Laurentiis è proprio il centro sportivo di Castel Volturno. Finalmente anche il Napoli possiede un centro all’avanguardia che non ha nulla da invidiare a Milanello o alla Pinetina, solo per citare due tra i più famosi centri sportivi italiani. I risultati dello staff tecnico poi sono sotto gli occhi di tutti: non abbiamo gli infortunati che registrano Milan o Inter per esempio. Mi rammarica però che le sedute di allenamento si tengano in “segreto”: perché non far sentire alla squadra quell’incredibile calore che solo il pubblico di fede azzurra sa trasmettere sin dalle prime sgambate settimanali? Spero che la società rifletta su questo e, almeno una volta a settimana, conceda alla tifoseria di stare ulteriormente vicino ai propri beniamini: alla fine ritengo che sarebbe un guadagno reciproco”.

Comincia il mercato, Mazzarri e Cavani pronti a dire addio, fai un appello al presidente De Laurentiis

A De Laurentiis direi una cosa sola, molto semplice: mantenga l’impegno che si è preso prima di Napoli – Siena. A prescindere dall’addio di Mazzarri: noi vogliamo vincere. Presidente, non può tirarsi indietro, ora c’ha messo la faccia: quelle parole sono una cambiale da pagare alla tifoseria”.

E a Bigon? Cosa direste al direttore azzurro?

A Bigon direi di essere un po’ meno “diplomatico”, di essere più incisivo: insomma, sappiamo che è un grande lavoratore, un professionista, ma ora anche da parte sua ci vuole il salto di qualità. Metta a segno qualche operazione importante: porti altri campioni a Napoli per rendere la nostra squadra competitiva in Italia ed in Europa”.

Una curiosità sul vostro club…

Più che una curiosità, voglio raccontarvi un episodio vissuto dal nostro club. Eravamo ospiti di una trasmissione sportiva sull’emittente Sportitalia. Ebbene, siamo stati l’unico club a portare in trasmissione uno striscione di tre metri con su impresso il nome del club e a sollevarlo ogni qual volta ci accorgevamo di essere inquadrati: questa situazione ha meravigliato lo stesso conduttore che a fine trasmissione ha sottolineato questa unicità”.

Roma-Napoli, una gara soltanto da destinare agli almanacchi...

"Siamo onesti, il risultato di Roma – Napoli è stato davvero secondario. Abbiamo innalzato sin dall’inizio cori di esultanza nei confronti dei nostri giocatori e celebrando questa splendida qualificazione diretta alla prossima champions. C’è stata anche l’estrazione di due numeri (il club aveva organizzato una lotteria di autofinanziamento infatti): i fortunati si sono portati a casa maglietta e pallone autografati dai nostri calciatori. A fine match abbiamo brindato con lo spumante a questa bella stagione degli azzurri e a questa bella realtà “milanese” del Club Napoli Milano Partenopea: direi che meglio di così quest’anno non poteva davvero andare".

Mazzarri ha lasciato, il vostro pensiero sul tecnico che tanto bene ha fatto a Napoli

"Grazie al mister per questi quattro anni stupendi, penso lui abbia dato e speso tutto se stesso nella valorizzazione non dei singoli ma del gruppo tutto: erano anni che non ci divertivamo così e non ci toglievamo tante soddisfazioni. Rispetto profondamente la sua scelta: penso che, tra le altre cose, Napoli lo abbia anche stressato non poco e, se sente di non poter dare ulteriori stimoli all’ambiente, giusto vada via, gli faccio un grosso in bocca al lupo comunque, lo merita. Ora tocca al presidente: forse mi ripeto, ma è obbligato a dare il massimo per una tifoseria che gli ha dato tanto. Finora non ci ha deluso, penso che manterrà le promesse fatte o almeno me lo auguro".

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a cura di Ciro Novellino

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