ESCLUSIVA - Saurini: "Ho lasciato Napoli senza rancore, ma seguo ancora la mia Primavera. Gaetano è un talento. Su Beoni e Leandrinho..."

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Giampaolo Saurini, ex allenatore del Napoli PrimaveraGiampaolo Saurini, ex allenatore del Napoli Primavera

Una finale di Coppa Italia Primavera al San Paolo contro la Juventus, un quarto di finale di Youth League perso ormai a tempo scaduto, ma non solo. Un passato da calciatore tra Lazio, Brescia, Atalanta e diversi retroscena su Alemao, Maurizio Ganz e Gheorge Hagi, da lui definito un top player. Il doppio ex di Napoli-Lazio, raggiunto in esclusiva dai nostri microfoni, è Giampaolo Saurini, ex allenatore della Primavera azzurra fino allo scorso 17 ottobre. 

Riedle, Sosa e Giampaolo Saurini. La Lazio di Zoff aveva un gran bell'attacco. "Si, sono ricordi che resteranno indelebili nella mia mente. Io son cresciuto calcisticamente nella Lazio, feci tutta la trafila nelle giovanili e quando arrivai in Prima Squadra, con l'esordio in A, mi resi conto che si era avverato il mio sogno".

Poi il passaggio a Brescia, con Mircea Lucescu in panchina e un compagno d'attacco niente male. Maurizio Ganz. Una coppia ben assortita, a quanto pare, che regalò alle Rondinelle la promozione in A. "E' stato il mio compagno di reparto con cui mi sono trovato meglio. Sia a Brescia che a Bergamo abbiamo fatto molto bene insieme. Lo ricordo con grandissimo affetto".

In Serie A arrivò la 'banda' dei rumeni capitanata da Hagi, con Sabau, Mateut e Raducioiu. Che calciatore era Hagi? "Era un top player, un calciatore fenomenale. Di livello internazionale, era il capitano della nazionale rumena. E' uno dei calciatori più forti con cui ho giocato, aveva un sinistro eccezionale".

Via Lazio passasti all'Atalanta ed avesti l'occasione di conoscere un certo Alemao. Che ricordo hai di lui a Bergamo? "E' stata un'altra tappa importante della mia carriera. Ricordo che dormìi anche in camera con lui, è stata un'esperienza utile alla mia crescita. Una persona che ricordo con affetto. In quel periodo era passato all'evangelismo, aveva cambiato religione. Forse per questo parlava poco di Maradona e del suo Napoli...".

Due stagioni di A insieme a Paolo Montero. Un episodio sull'uruguagio. "Un calciatore dalle potenzialità eccezionali, infatti dopo andò alla Juventus. Un ragazzo bravissimo, una persona con cui legai molto. Ricordo che in quel periodo lì, pur essendo giovane, già era un leader."

Poi di nuovo a Brescia. Insieme ad un giovanissimo Pirlo ed ad un ormai veterano Giovanni Francini. "Sono due personaggi che ricordo con grande affetto. Pirlo si è dimostrato ciò che è diventato, vale a dire un campione. Il più grande mediano degli ultimi tren'tanni. Ricordo con affetto anche Francini che poi ho rincontrato spesso a Napoli e lo saluto".

E poi a Padova trovasti anche Roberto De Zerbi. Ti aspettavi diventasse un allenatore così bravo? "Da calciatore ad allenatore si cambia. A Padova c'era anche Allegri con me. De Zerbi ha fatto un percorso ottimo e sta dimostrando di essere un allenatore importante. Sono contento perchè mi lega anche un rapporto di amicizia con lui". 

Aneddoti sull'esperienza azzurra di Saurini

Chi fu a portarti in azzurro? "In azzurro mi portò Bigon col suo gruppo. Ci fu la rinuncia di Sormani che andò con Zola al Watford e mi chiamarono". 

Come ti sei lasciato con la dirigenza del Napoli? "Bene, non c'è stato alcun tipo di problema. Abbiam preso la decisione di lasciarci, ma non ho alcun tipo di problema. Dispiace quando devi lasciare qualcosa, ma l'ho fatto con consapevolezza". 

Conoscevi Loris Beoni? Continui a seguire la tua ex squadra? "Non lo conosco, ma seguo sempre la Primavera con grande affetto. Sono legato ai ragazi perchè li ho cresciuti io".

Volendo fare qualche nome, in Primavera il Napoli ha qualche talento? "Credo che nel Napoli ci siano buoni prospetti. Nei cinque anni che ho fatto lì abbiamo diversi calciatori che potrebbero fare il salto. Mi riferisco a Luperto, a Bifulco, a Roberto Insigne, a Tutino. Ci sono giocatori che sono bravi davvero. Nell'attuale ce ne sono diversi, ma devono fare il loro percorso, giocare in prima squadra è molto difficile visto il valore della rosa del Napoli". 

Tutino? La sua debacle calcistica a cosa è dovuta? "E' un calciatore dalle grosse potenzialità, ha fatto il miglior anno della sua brevissima carriera tra Primavera e Youth League, con me. Uscire dal settore giovanile e passare ai professionisti è un'altra cosa. Poi ha avuto un sacco di problemi fisici. Lo sto seguendo a Cosenza e sta facendo discretamente bene". 

Come mai Leandrinho continua a stare in Primavera senza mai essere lanciato in Prima Squadra? "Gli stranieri hanno un periodo di ambientamento più lungo. Concetto uguale a tutti i giovani, giocare in una squadra importante come Napoli non è facile. I venti giocatori che ha il Napoli in rosa sono tutti nazionali o quasi. Leandrinho l'ho allenato pochissimo, ha fatto solo il Viareggio con me".

E invece si dice un gran bene di Gianluca Gaetano, classe 2000 del Napoli. "E' un talento naturale, ha qualità eccezionali. Anche lui dovrà fare il percorso di crescita che devono fare tutti. Esci dalla Primavera e devi dimostrare la crescita tra i professionisti. Sta dimostrando, sia l'anno scorso che quest'anno di avere grosse potenzialità".

C'è confusione anche sul suo ruolo. C'è chi dice sia una mezz'ala e chi una punta. "Secondo me è un classico trequartista, ma potrebbe anche fare l'interno di centrocampo se migliora sotto l'aspetto tattico. Ha un talento naturale che gli permette di giocare ovunque, con me ha fatto anche l'esterno alto e la prima punta". 

Al San Paolo arriva la Lazio di Inzaghi. Sei d'accordo che non è la Lazio di inizio stagione? "La Lazio è un'ottima squadra. Saluto affettuosamente Inzaghi che sta facendo un gran lavoro. Ha giocatori di qualità, ma nessuno si aspettava questo campionato da parte della Lazio che è terza dietro a Juve e Napoli che fanno un campionato a parte". 

E Saurini che progetti ha per il futuro? "Di continuare ad allenare, fino a giugno resto fermo per contratto e poi aspetterò chi mi offrtirà un progetto importante. Ci tengo a sottolineare che i miei sei anni a Napoli non li dimenticherò mai, conditi da grandi soddisfazioni e da eventi unici. Come la finale di Coppa Italia al San Paolo contro la Juve e l'ottavo di Champions perso a Madrid a tempo scaduto". 

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