ESCLUSIVA - Maccarone: "Sarri resterà, sono sicuro. Verdi? Io avrei accettato, tifo Napoli da bambino! De Laurentiis-Juve, troppi episodi palesi sotto gli occhi di tutti. Sullo scudetto..."

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Maurizio Sarri - Massimo Maccarone in Empoli - NapoliMaurizio Sarri - Massimo Maccarone in Empoli - Napoli

38 anni e non sentirli. Massimo Maccarone, per molti Big Mac, ha lasciato la Serie A la scorsa estate per passare al Brisbane Roar in Australia, dove sarà sotto contratto fino al termine della stagione. Cresciuto nel Milan di Capello, ha poi vestito le maglie di Parma, Middlesbrough, Siena, Palermo, Sampdoria ed infine Empoli dove è stato gli ultimi 5 anni (7 totali). L'attaccante è intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni.

Nel 2002 diventi l'acquisto più pagato (13 milioni di euro) nella storia del Middlesbrough, ma poi definirai il tecnico Steve McLaren «la persona più ipocrita e falsa che abbia mai avuto la sfortuna di incontrare nel calcio»

“E’ stata un’esperienza positiva, ero molto giovane, avevo 21 anni ed era la mia prima esperienza all’estero. Mi sono trovato anche molto bene, solo che poi ho avuto delle difficoltà con l’allenatore, dove ci sono stati demeriti suoi ma anche miei, quando succedono queste cose le colpe sono sempre di entrambi. Nonostante abbia fatto belle cose non è andata come mi aspettavo”.€‹

In passato hai raccontato della tua voglia di giocare fino a 40 anni, ora che non sono lontani, hai ancora quella voglia matta?

“Ma no ora sono a 38, mancano ancora due anni (ride, ndr). Per ora non saprei, ho scelto l’Australia perché è un paese dove si vive bene. Non è più quando avevo 21 anni, ero single, giovane e potevo muovermi. Ora devo render conto anche alla mia famiglia e vedere dove stanno bene anche loro. Tra tre mesi il campionato finirà e valuterò”.

Costa ti ha colpito di più dell’Australia?

“Mi piace molto la pulizia, l’ordine e il rispetto delle regole che hanno. Ci metto anche il bel tempo che qui a Brisbane c’è un clima mite e molto bello. E’ molto diverso dall’Italia, è un paese tranquillo dove vivono con molto relax e non accelerati come siamo noi italiani (ride, ndr)”.

Un altro sport che segui con passione?

“Mi piace tantissimo il tennis, poi qua a Brisbane abbiamo una squadra molto forte di rugby e ho iniziato a seguirlo. Ora la stagione è finita, ma fino a quando erano in attività andavo a vederli”.

Obiettivo con il Brisbane?

“Puntiamo ai playoff. Siamo partiti da una delle favorite, ma è andato tutto storto dall’inizio con molti infortuni, ora ci stiamo rimettendo in carreggiata, speriamo di chiudere nella migliore posizione per i playoff”.

Una lunga carriera e tante maglie, quale giocatore ti ha impressionato di più?

“Difficile rispondere, ma uno che mi ha impressionato di più negli ultimi tempi è Leandro Paredes quando è venuto all’Empoli. Era un giocatore molto giovane ma davvero fortissimo, mi meraviglio che sia andato allo Zenit, non che lo Zenit non sia una grande squadra, ma mi aspettavo che facesse il salto definitivo a una top europea, magari lo farà in futuro”.

Il difensore più difficile da affrontare?

“Beh, in 20 anni di carriera ne ho affrontati tanti. Ma credo che Maldini e Nesta sono stati i difensori più difficile da affrontare”.

L’allenatore con cui ti sei trovato meglio?

“Ci sono parecchi, ma potrei dirne qualcuno senza nessun ordine preciso: Silvio Baldini, Beretta, Giampaolo e Maurizio Sarri che è quello che mi ha fatto ritornare la voglia di divertirmi giocando a pallone”.

A proposito di Sarri, si parla tanto di lui e della sua clausola rescissoria. Tu che conosci bene il mister, credi che possa essere tentato a fine stagione da un Milan o altre grandi club europei come il Chelsea?

“Non saprei ma, conoscendo il mister, so che sicuramente sceglierà di restare al Napoli se ci dovessero essere tutte le condizioni per poter lavorare al meglio. Ha riportato il Napoli a competere per uno scudetto, sta facendo un grande lavoro e sono contento per lui”.

Capitolo Verdi, tuo ex compagno ai tempi dell’Empoli di Sarri. Quanto credi nel destino quando vedi Simone uscire dal San Paolo dopo 2 minuti di gioco per infortunio?

“Devo essere sincero non ero al corrente di questa notizia, non ho visto la partita. Purtroppo da qui riesco a vedere molto poco. Credo però che sia solo una coincidenza, sono casi della vita. Mi dispiace anche dell’infortunio”.

Hai lanciato Simone nel mondo dei grandi con un assist vincente per il suo primo gol in A, proprio contro il Napoli in quel 2-2 al San Paolo nel 2014. Conoscendolo, ti saresti mai aspettato un suo rifiuto?

“La scelta che ha fatto Simone è una scelta personale, ognuno è libero di farle. In questo momento non si sentiva di lasciare Bologna, dove sta facendo grandi cose, voleva finire la stagione lì. Magari un altro giocatore avrebbe fatto la scelta differente perché ha un carattere diverso”.

E cosa avrebbe fatto Massimo Maccarone?

“Non lo so cosa avrei fatto, ma sicuramente non avrei rifiutato perché tifo Napoli da bambino quindi... (ride, ndr). Sarebbe stato un sogno per mio padre vedermi con quella maglia addosso, io non avrei rifiutato, ma lui è sicuramente diverso da me”.

Duello scudetto: il Napoli riuscirà a fermare la striscia vincente della Juventus anche senza aver operato sul mercato di gennaio?

“Io credo che il Napoli non avesse tanto bisogno di rinforzarsi sul mercato, sicuramente manca qualche alternativa in qualche ruolo, ma ha grandi possibilità di vincere perché ha un allenatore troppo forte. Già il fatto che è lì ad un punto di vantaggio sulla Juve che ha vinto gli ultimi sei scudetti la dice lunga. Però non voglio dire come andrà a finire, a Napoli sono scaramantici, Sarri e scaramantico e io sono scaramantico, quindi meglio non dire niente (ride, ndr)”.

Ieri De Laurentiis ha attaccato la società bianconera dicendo: “La Juve appartiene alla famiglia più potente d’Italia da 100 anni. Non è una questione di soldi, ma di rapporti che possono anche silentemente creare condizionamenti”. E’ davvero come dice il patron azzurro?

“Non voglio entrare in queste vicende, ma in tutti questi anni sono stati davvero tanti gli episodi palesi davanti a tutti. Io però credo che se uno come la Juve vince sempre tanto, come negli ultimi sei anni, non credo sia solo al di fuori, ma anche in campo lo dimostrano i giocatori. Sembra sempre facile, ma non è mai facile vincere così tanti scudetti di fila, ci vuole una grande mentalità. La grande mentalità che ha la Juventus la trasmette alla squadra”.

di Giuseppe Foria, Twitter: @giuseppeforia11

©RIPRODUZIONE RISERVATA, PREVIA CITAZIONE DELLA FONTE

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