ESCLUSIVA - Cruz: "Nel 2009 fui vicinissimo al Napoli. Che bello segnare alla Juve col Feyenoord. Consiglio Alario agli azzurri. Su quel 5-1 al San Paolo..."

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Sognava di fare il calciatore sin da bambino, in Italia ha vestito la maglia di Bologna, Inter e Lazio segnando gol a grappoli. "Non ho vestito la maglia azzurra, ma per Napoli e i napoletani ho sempre provato un amore speciale", parole e musica di Julio Ricardo Cruz, per tutti 'el jardinero' che a pochi giorni da Bologna-Napoli, è intervenuto ai microfoni della redazione di CalcioNapoli24.it

Ricardo, nonostante tu non sia mai stato un giocatore del Napoli, qui tutti ti ricordano con grande affetto...

"Ne sono davvero felice! Certo, dipende anche molto dal miracolo che ha fatto Maradona con la maglia azzurra, ma noi argentini siamo un po' napoletani e voi napoletani siete un po' argentini. Ho sempre provato un amore speciale per la vostra città e tutti qui in Argentina ricordano perfettamente le prodezze del Napoli di Diego".

Nel 2009, però sei stato ad un passo dalla maglia azzurra, poi sei andato alla Lazio...

"Vero, il calcio è così! La Lazio mi voleva da tantissimo tempo e alla fine ho scelto di andare a Roma. Il quegli anni era una grande squadra e avevano appena vinto una coppa Italia, poi alla prima partita ufficiale battemmo i miei compagni dell'Inter vincendo la supercoppa italiana a Pechino". 

Ti sarebbe piaciuto vestire la maglia azzurra? 

"Non devi nemmeno chiederlo. Mi sarebbe piaciuto tantissimo indossare quella maglia, ma non è successo. Per un argentino sarebbe stato fantastico",

L'acerrima rivale del Napoli è la Juventus, e nella tua carriera sei riuscito a segnare ben 12 volte contro i bianconeri...

"Ebbene si! Fa sempre piacere segnare ed essere decisivo contro la Juve che è una grande squadra sia in Italia che in Europa. Nel '97 con la maglia del Feyenoord segnai una doppietta contro i bianconeri, poi con la maglia dell'Inter, sempre grazie ad una mia doppietta riuscimmo a battere la Juve dopo ben 11 anni. Bellissimi ricordi". 

Poi quel gol al Milan dopo appena 11 secondi dal tuo ingresso in campo nel derby...

"Anche adesso non saprei descrivere cosa provai. Realizzai solo negli spogliatoi cosa avevo fatto. E' stato uno dei momenti più belli della mia vita".

La tua prima rete in Italia però la facesti al San Paolo contro il Napoli...

"Anche questo è vero (sorride ndr). Mi dispiace tanto per i napoletani ma fu una grande emozione segnare al San Paolo. Finì 5-1 per noi, e quella partita la ricordo benissimo. Fu un sogno per me che sono argentino giocare in quello stadio dove giocò Maradona, il mio idolo".

I tuoi 3 anni a Bologna furono davvero speciali...

"Porterò sempre Bologna e quei colori nel mio cuore, perchè mi ha dato la possibilità di giocare in Italia e consacrarmi in Serie A. La stagione 2001-2002 fu incredibile. Avevamo una grande squadra è un grandissimo allenatore come Guidolin che ci faceva lavorare tantissimo. Arrivammo a ridosso delle prime e riuscii a dare il mio contributo segnando tanti gol".

Domenica sera ci sarà proprio Bologna-Napoli. Che partita sarà?

"Per i rossoblù sarà una grande possibilità di confrontarsi con una grande squadra. Certo, sarà una partita difficilissima perchè il Napoli è una grandissima squadra, che gioca un bellissimo calcio e che è cresiuta tantissimo negli ultimi anni".

Secondo te il Napoli potrebbe dire la sua per lo scudetto?

"Il Napoli è veramente fortissimo, ma i campionati finiscono a Maggio. Azzardare adesso un pronostico sarebbe troppo azzardato, anche se le premesse per fare bene ci sono tutte. In Italia, essere campioni a dicembre vuol dire veramente poco, ma spero che la squadra possa regalare questa grande gioia ai napoletani".

Prima di arrivare in Italia, come hai ricordato prima, hai vestito la maglia del Feyenoord. Gli olandesi saranno prossimi avversari proprio del Napoli in Champions League...

"Van Bronckhorst, l'attuale allenatore del Feyenoord, è un mio grande amico e ci sentiamo spesso. Sono felicissimo per lui che è stato capace di portare la squadra sul tetto d'Olanda. E' una squadra che ha giocatori forti in rosa e che gioca un bel calcio. In casa sono molto forti e sarà difficile portare via punti dallo Stadium, ma lo stesso discorso vale per il Napoli che al San Paolo è quasi imbattibile. Sono contento che entrambe le squadre possano disputare una competizione tanto importante come la Champions League".

Sia fisicamente che tecnicamente, Milik ti somiglia parecchio. Il polacco potrebbe arrivare a fare bene quanto te in Italia?

"Le somiglianze sono relative. Alla fine ogni attaccante ha le sue caratteristiche e le sue peculiarità. Tutti mi chiedevano come riuscissi ad esprimermi al meglio anche giocando insieme ad Ibrahimovic all'Inter, ma un grande giocatore deve sapersi adattare al proprio partner d'attacco. Se Milik riuscirà a non essere semplicemente un centrale di riferimento ma a muoversi e ad adattarsi alle caratteristiche dei compagni, allora potrà veramente fare la differenza".

Hai qualche rimpianto nella tua carriera? 

"Assolutamente no! Devo solo ringraziare Dio per essere riuscito a realizzare il mio sogno da bambino: giocare a calcio.
Ho vestito maglie importanti, vivendo tante splendide emozioni e non avrei potuto chiedere di più. Forse con la maglia dell'Argentina avrei potuto dare di più il mio contributo, ma con la concorrenza di attaccanti come Caniggia, Batistuta, Crespo, e Balbo, non è stato facile...e va benissimo così". 

Adesso qual è il tuo rapporto con il calcio? 

"Anche se non sono su tutti i giornali, questo non vuol dire che io abbia abbandonato il calcio. Questo sport è e sarà la mia vita. A volte mi chiamano Inter, Bologna, Lazio, Torino...ma anche River Plate e Banfield per qualche consulenza tecnica, e io sono sempre a disposizione per qualche consiglio".

Allora ti tocca consigliare un attaccante al Napoli...

"Ce ne sono tantissimi qui in Argentina che potrebbero fare bene in Europa. Mi piace tantissimo Lucas Alario, un attaccante davvero forte che ha appena firmato con il Bayer Leverkusen. Gli auguro veramente una grandissima carriera in Europa".

Un'ultima domanda...come mai un ex calciatore del tuo livello ha scelto di entrare in politica?

"In realtà è stata una proposta che mi è stata fatta dall'attuale presidente dell'Argentina, Mauricio Macri. E' un uomo di sani principi, ma allora era conosciuto a Buenos Aires e non nel resto del paese che è veramente molto grande. Ho fatto in modo, grazie alla mia popolarità, che si diffondessero le sue idee e alla fine è stato eletto. Quando nel 2010 sono tornato in patria, non riconoscevo più il mio paese...dovevo fare qualcosa".

di Alessandro Marrazzo - Twitter: AleMarrazzo1981

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