Negazionismo folle e pigne in testa: nulla è finito, non è ancora tempo di darsi al circo

Editoriale  

Perdere una partita a ben undici giornate dalla fine, rimanere nella peggiore delle ipotesi a meno due dall'eventuale 'nuova' prima con lo scontro diretto da giocare significa perdere lo scudetto? Se sì, allora meglio chiudere baracca e burattini. Meglio dedicarsi a qualche altro sport, magari la Formula 1 che inizierà la stagione.

NEGAZIONISTI FOLLI

Se no - il caso è questo, è roba da folli fare i negazionisti ed affermare che la lotta per lo scudetto sia chiusa -, allora non ci si deve abbattere oltre modo. Sebbene Napoli sia questa, la città degli eccessi. Quella che, dopo quattro gol presi in casa, pensa quasi esclusivamente alla marcatura di Dybala (che gol!) e al contatto tra Benatia e Lucas Leiva. L'ambiente certe volte appare davvero incorreggibile, ancora una volta rischia di confermarsi clamorosamente tale. Il Napoli in campionato non perdeva da tre mesi, è stato in testa venticinque giornate su ventisette, ha lasciato per strada il 14,8% dei punti disponibili. Ed ora è tutto da buttare?

GLI INSULTI DA VOMITO ED IL DATO DA TENERE IN MENTE

Sulla partita di ieri sera, sul risultato soprattutto, meglio mettere una pietra sopra. Di Francesco si è dimostrato un gran bell'allenatore, e diversi azzurri hanno giocato sotto i loro standard (Mario Rui ricoperto di insulti a distanza di qualche giorno dagli elogi post-Cagliari? Vomitevole). Dopo aver gettato nell'indifferenziato la Coppa Italia e nell'organico l'Europa League, un dato sulla squadra può far riflettere Sarri: il Napoli ha subito otto dei diciannove gol totali in questo campionato nel primo quarto d'ora di gioco, un approccio non proprio perfetto. Non si era mai perso negli ultimi due anni e mezzo dopo esser passati in vantaggio, ed in casa contro Roma-Juventus-Inter si è usciti con un solo punto.

RIPARTIRE DA QUI? MACCHE'

Premesso che Sarri e la squadra sono i primi ad essere dispiaciuti della sconfitta e certamente hanno la voglia di riprendersi a partire dall'Inter, ci sarebbe una piccola speranza: che l'ambiente napoletano, invece di dimostrare ancora una volta di avere le pigne in testa, non si lasci andare allo scoramento e alla disperazione. Gli eccessi non fanno mai bene, a maggior ragione se mancano ancora undici partite e nella peggiore delle ipotesi si scenda a meno due. Una piccola crepa ci può stare, ma si faccia in modo da non allargarla a dismisura. Oppure si dia il via al circo sfrenato che durerà fino ad Inter-Napoli, fate vobis. Non avrebbe senso, però. E l'applauso al termine del match è già qualcosa di positivo.

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  • 13º

    Udinese

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    38
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    Bologna

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    Cagliari

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    38
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    Spal

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    4
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  • 20º

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