Pelillo... nell'uovo - Ultime buffonate e nuovi scenari azzurri

Editoriale fonte : di Marcello Pelillo
Pelillo... nell'uovo - Ultime buffonate e nuovi scenari azzurri

In pochi giorni la passerella nei palazzi istituzionali del paese ha raggiunto livelli imbarazzanti mai visti nella storia. A fare da contorno le parole gettate nella farsa dei finti moralismi dei Palazzi che non trovano riscontro nella realtà. Come se si fosse dimenticato quanto e in che modo è stato detto a Madrid. Sono le ultime buffonate che gli sportivi italiani (quelli veri) devono sopportare. Ultimi verdetti di un calcio malato che offre nuovi scenari futuri da scoprire. La gente è stanca del pallone, soprattutto all'ombra del Vesuvio. È stufa, intanto, di pagare profumatamente un sistema che non gode di trasparenza. Gli arbitri continuano a sbagliare e quelli che sbagliano, ad essere premiati. Non è chiaro il sistema promozionale dei direttori di gara. Attraverso quali criteri oggettivi vengono scelti per dirigere partite più o meno importanti? Il sistema non gode di un regolamento valido sul conflitto d'interessi, specie in tema di pubblicità agli organi dello stesso. Non esistono limiti ai prestiti di calciatori tra club, cosa che per trasparenza e regolarità non dovrebbe avvenire tra squadre della stessa serie. Un calcio pieno di falli e falle, che la gente non vuole più seguire. Tanti sostenitori del Napoli sembrano orientati soltanto alle competizioni internazionali. Seguire il Napoli soprattutto nelle coppe, dove la Roma ha dimostrato che si possono raggiungere delle soddisfazioni. Un Napoli modello Atletico Madrid, che nonostante il dominio sul campo di Real e Barcellona, riesce a dire la sua in campo europeo. La squadra di Simeone è pronta a giocarsi una nuova finale. L'Europa League è il trofeo al quale il club partenopeo può ambire. Il calcio italiano malato, al quale calciopoli non è servita affatto, consegna una nuova dimensione al club partenopeo. A Napoli sono sempre più convinti che il calcio italiano va lasciato agli italiani di calciopoli. Il Napoli può e deve guardare all'Europa perché è quella la strada per diventare grandi. Il calcio si fa, purtroppo, con i fatturati e le risorse maggiori arrivano dall'UEFA.

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