Exit Strategy, un film già visto che non fa più ridere

Editoriale  
Aurelio De Laurentiis e Maurizio SarriAurelio De Laurentiis e Maurizio Sarri

Aurelio De Laurentiis e Maurizio Sarri. Se non sono stracci che volano, quantomeno sono panni messi a lavare sulla pubblica piazza. Alla mercè di tutti, tifosi legati a Sarri e a chi sostiene la politica societaria - discussa, ma certamente dotata di risultati. C'è un grave problema, però. Dopo la conquista della qualificazione alla prossima Champions, Sarri evidenziò nettamente come l'obiettivo stagionale della società - a fronte di un rendimento andato oltre le prospettive e di un primo posto mantenuto per mesi - fosse soltanto il raggiungimento della massima competizione europea. Uno a zero per Sarri, quella sera. De Laurentiis, da padre-padrone della sua azienda familiare, non si sarebbe mai tenuto questo 'affronto'. Avrebbe aspettato un po', avrebbe preparato la contromossa. E' normale che abbia finito col rispondere, sebbene i modi - media selezionati accuratamente, come la prima volta di Sarri - siano deprecabili e da rivedere.

NON E' LA PRIMA VOLTA

Mazzarri, Cavani, Benitez, Higuain, Sarri. Poi toccherà a Reina al termine del campionato, non vi preoccupate. De Laurentiis è fatto così: ogni volta che si ritrova davanti una personalità forte, finisce per scontrarsi. E fa in modo da uscirne 'bene', quantomeno nella pura forma dialettica: come a dire, io sono io e voi siete...dipendenti. Per carità, va bene tutto: non ci si stupisca però delle critiche che gli vengono rivolte a prescindere dai risultati. Detto ciò, le parole su Sarri suonano al limite dell'ingeneroso: chiunque ha dei limiti, nessuno ne è esente. Al netto dei calciatori non valorizzati e dell'Europa lasciata per strada, i numeri parlano chiaro: la stagione in campionato è una delle migliori di sempre, e non è nemmeno finita. Tutti commettono errori, anche Sarri e De Laurentiis: le dichiarazioni di oggi, però, sembrano preparare il terreno ad un altro addio sebbene il patron speri che l'allenatore possa rimanere con una gestione della rosa più ampia (ma se questa non lo è, bisognerebbe immaginare un mercato dispendioso senza cessioni di grido: sicuri? Lo stesso patron ha negato l'idea). Dopo tredici anni Massimo Boldi e Christian De Sica si sono riuniti in vista del prossimo cinepanettone: De Laurentiis dovrebbe iniziare a pensare al nuovo titolo da proporre nelle sale. Il titolo Exit Strategy non sarebbe male, ma suonerebbe stantio: un film già visto, il cui protagonista, alla fine, rimane sempre da solo.

di Claudio Russo - Twitter @claudioruss

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