Il giorno dopo la trentaquattresima giornata...L'opera di bene, le spalle al muro di Mertens e il paradosso da brividi

Copertina fonte : di Stefano Napolitano

Il giorno dopo la trentaquattresima giornata. Questa volta si inizia addirittura al venerdì. La Juventus ha impegni Champions. Contro l'Atalanta ne viene fuori un pari annunciato. Ai bianconeri manca un rigore, ma a poche giornate dal termine e con un ampio vantaggio, ci può stare. Se non altro avranno di che lamentarsi anche loro.  Si prosegue al sabato con Torino - Sampdoria. Altro salomonico pareggio. Della serie vogliamoci bene e non facciamoci del male.

Il giorno dopo la trentaquattresima giornata. E al lunch time della domenica, con il derby di Roma che si inizia a fare sul serio. La spunta ancora una volta la Lazio di Simone Inzaghi. Gara dura e con non pochi strascichi polemici tra rigori dati e non dati. Keita assoluto mattatore. E per il Napoli si riaprono insperate speranze di secondo posto, dopo l’ “opera di bene“ contro il Sassuolo.

Il giorno dopo la trentaquattresima giornata. Partite inutili o quasi delle 15.00 dove prosegue la fiera del goal di fine stagione per gli gioia degli scommettitori “over”. Da segnalare la vittoria del Palermo. La quarta in questo campionato. Ognuna con un allenatore diverso, un vero record. Prosegue la rimonta del Crotone sospinto da un’intera regione. I calabresi salgono a 25 punti, undici dei quali messi insieme nelle ultime cinque partite. Quasi la metà di quelli attuali.

Il giorno dopo la trentaquattresima giornata. E si arriva a sera. E che sera. Il Napoli chiude il turno al Meazza.  Sarri, in mancanza di vere finali, in settimana aveva provveduto a definire le ultime cinque partite cinque finali. Il Napoli si aggiudica la prima. Per farlo rimescola le carte a centrocampo. Si rivedono Diawara e Zielinski. E la loro presenza lascerà il segno. Primi 45 minuti del Napoli perfetti o quasi. Gli uomini di Sarri sfioreranno il vantaggio in più occasioni e passeranno sul finire della prima frazione. Solito taglio di Callejon, solita palla di Insigne. Questa volta ci penserà Nagatomo ad aggiustarla per lo spagnolo che non si farà pregare. Diagonale al volo e Napoli avanti.

Il giorno dopo la trentaquattresima giornata. Nella ripresa, stesso copione. Inter inesistente in fase propositiva. Napoli attento in difesa e purtroppo, tante, troppe situazioni per raddoppiare sbagliate. E quando non si è sbagliato, ci è arrivato Handanovic. La forza di questa squadra la si vede anche analizzando l’atteggiamento tattico dell’Inter. Squadra alla ricerca di punti Europei che però ha affrontato gli azzurri in maniera timorosa e badando soprattutto a non prenderle. Al triplice fischio, boato al Meazza invaso da migliaia di napoletani. Una costante di questo campionato, Napoli mai solo.

Il giorno dopo la trentaquattresima giornata. Funziona questa volta la girandola delle sostituzioni. Rog e Allan entrano al momento opportuno. Il ragazzo croato ha numeri. Dovrà imparare a frenare l’irruenza. Cinque gialli in 16 apparizioni sono numeri da Salvatore Bagni. Funzionale anche l’inserimento di Milik. E alla fine gli azzurri portano a casa l’ undicesima vittoria esterna. Nessuno ha fatto meglio e record nella storia del club azzurro. Ed è stata anche la prima vittoria per uno a zero della stagione. E paradossalmente anche questo è sintomo di crescita e maturità. Anche se il risultato è certamente stretto per gli azzurri considerata la mole di gioco e le occasioni avute.

Il giorno dopo la trentaquattresima giornata. Attenta la retroguardia. Senza sbavature la gara dei due centrali che comunque sembrano giovarsi della presenza di Diawara. Benissimo Zieliski fino a quando è restato in campo. Affaticato Hamsik e si vede. Imprendibile Mertens. Bene anche Ghoulam che magari si concederà qualche sbavatura in difesa, ma ha un piede certamente superiore a quello di Strinic che ha altre caratteristiche. Sempre più leader Insigne, dentro e fuori dal campo: chiaro ed esplicito nelle interviste del dopo gara. Sulla stessa lunghezza d’onda di Sarri. Per alzare l’asticella, servono i giocatori forti e Mertens lo è. Qualcuno si sarà sentito con le spalle al muro.

Il giorno dopo la trentaquattresima giornata. Archiviata con successo la prima finale, ne restano altre quattro. Purtroppo non dipenderà solo dal Napoli che potrebbe vincerle tutte e non centrare il secondo posto. E sarebbe davvero un gran peccato. 

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