Non è tutto oro quello che luccica. Dopo ieri pomeriggio, questa affermazione è tremendamente attuale per un Napoli che nella fatal Bologna rompe il motore a pochi metri dal traguardo Champions. Tutti sorpresi dalla cocente sconfitta ma è ormai un film visto e rivisto dove sembra conoscere la trama a memoria così come le battute degli attori. Il Napoli in questa stagione in quattro circostanze ha mostrato il cosiddetto braccino del tennista che è sinonimo di mancanza di personalità con prestazioni altalenanti che sono tipiche di un gruppo alle prime esperienze internazionali ma anche di speranze di primato.
JUVE, LONDRA, ROMA, BOLOGNA. Non stiamo parlando di vacanze bensì delle quattro partite che hanno segnato in un certo qual modo la stagione del Napoli. Con la Juve in casa dopo uno schiaccciante 3-1, la squadra è sparita dal campo concedendo a Conte una rimonta che poi ha galvanizzato i bianconeri nel prosieguo del campionato. Allo Stamford Bridge invece è andata in scena il vorrei ma non posso di una squadra che ha ragionato da big europea perdendo l'identità operaia, infine a Roma e Bologna si è scritto il manuale degli sprechi che in questo periodo in Italia e nei cuori dei tifosi napoletani stona e non poco. Mazzarri ha delle responsabilità perchè è la guida tecnica, ma non è colpa sua se le sue punte di diamante vengono sistematicamente meno nel momento clou. Si può migliorare sul piano tecnico e crescere, ma il carattere e la personalità quella non può essere mutata da un soggetto esterno ma solo dal singolo. Non è un caso che nelle scorse gestioni il tecnico di san Vincenzo sia riuscito a tirare fuori dal serbatoio azzurro risorse e motivazioni uniche non solo per suo espresso volere ma anche e soprattutto, perchè nelle menti dei calciatori è scattata quella convinzione che spesso fa la differenza.
RUBIN(I) E DIAMANTI PREZIOSI. Al "Dall'Ara" si sono cosumati quattro eventi che rendono ancor più amara la Via Emilia: Pioli si conferma la bestia nera di Mazzarri con il quale non ha mai perso negli ultimi due anni, in più con Di Vaio ha ricomposto un duo di ex salernitani dal dente avvelenato contro Napoli. A questo va aggiunto la consueta prima rete stagionale che stavolta è toccata a Rubin e poi il gol di Diamanti che qualche anno fa fu snobbato da Pierpaolo Marino che non volle portarlo in azzurro perchè non ritenuto all'altezza del ruolo. Questa sconfitta rischia di deprezzare l'oro azzurro che senza Champions potrebbe essere in saldi così come un bilancio societario che ad oggi dovrebbe fare a meno di 30mln di introiti. C'è però da dire che ad ogni passo falso escono fuori le solite storie del "braccetto corto" e ,non più del tennista come la squadra, da parte di Aurelio De Laurentiis che conti alla mano è stato fra i presidenti a spendere di più sul mercato in questa stagione.
MEGLIO NON ESSERE FAVORITI. Non è un caso che il Napoli quando parte con i favori del pronostico tende a steccare clamorosamente mentre quando parte da sfavorito riesce a ribaltare anche il più arduo dei pronostici. Questa squadra è nata per non fare calcoli e per andare spedita sempre con la testa incollata sul manubrio perchè appena alza il capo per vedere le inseguitrici o il battistrada perde passo e si specchia troppo sulle sue qualità. Al 20 maggio Mazzarri e soci ci arriveranno non da favoriti e con tutta la diffidenza di una critica e di una tifoseria che in novanta minuti ha cambiato parere sulle qualità del mister e di questi calciatori. Che dire, beati loro che almeno cambiano e possono fare del turnover...
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